La pressione scolastica causa di suicidi fra i giovani di Hong Kong

Secondo uno studio Swd i suicidi seconda causa di morte (22,8%) fra i minori nel periodo 2016-2018. Nel mirino la pressione eccessiva e lo stress, all’interno di un sistema educativo altamente competitivo. Per il direttore di una scuola cattolica è necessario incoraggiare e interessare gli studenti, più che snaturare il metodo dell’insegnamento.

di Dario Salvi

Hong Kong (AsiaNews) - La pressione scolastica, e la crescente competitività anche fra i più giovani, è una delle cause scatenanti dei suicidi che si registrano fra i giovani di Hong Kong. Il dato emerge da un rapporto pubblicato dal Dipartimento della protezione sociale (Swd) del ministero cinese dell'Istruzione, secondo cui i suicidi sono stati la seconda causa di morte fra i minori (22,8%) nel periodo fra il 2016 e il 2018, oggetto dello studio. Wang Huan, dirigente del ministero dell’Istruzione, ritiene che la situazione è legata a un livello “eccessivo” di stress. 

Il giornale filo-governativo Hkcd (Hong Kong Commercial Daily) riferisce che almeno 11 studenti si sono tolti la vita fra aprile e maggio, alimentando ulteriormente le preoccupazioni del settore educativo. Una situazione legata al troppo studio e alla “pressione eccessiva” nel quadro di un sistema altamente competitivo e basato su voti e note di merito e demerito. 

Dallo studio Swd emerge che, in relazione alla mortalità infantile registrata nel triennio, il decesso per cause naturali è del 61,4% (159 vittime su un totale di 259); tuttavia, la seconda sono i suicidi con 59 morti, pari al 22,8%; vi sono poi le cause naturali incerte (3,1%), le aggressioni (2,7%) e le complicazioni mediche (1,5%). Il più alto tasso di morti per suicidio è stato registrato tra i 15 e i 17 anni con 39 casi su 259 morti complessive (pari al 15%).

Wang Huan, funzionario del ministero dell’Istruzione cinese, ritiene che un numero elevato di ore di studio può aumentare il livello di stress; a questo si aggiunge la “perdita del senso e del valore dell’apprendimento”, mentre altri faticano a trovare uno scopo nel percorso educativo. “È una fonte - spiega - di stress e di resistenza all‘apprendimento”.

Il numero medio di ore di studio settimanali registrate per gli studenti della scuola materna, elementare e media/liceo è rispettivamente di 49,1, 66,5 e 76,5. Uno studente di Hong Kong deve seguire fino a nove corsi al giorno, un dato ben più elevato dei territori vicini come Shanghai (da cinque a sette corsi) e Taiwan (cinque corsi).

Chow Tak-fai, direttore della scuola elementare cattolica di Tai Kok, ritiene che sia molto più importante incoraggiare lo studente a sviluppare i propri interessi, che modificare il metodo di apprendimento. “La chiave per studiare felici - sottolinea a Eglises d'Asie (EdA) - non è cambiare il modo in cui si insegna, ma ispirare, infondere motivazione e incoraggiare gli studenti, spronandoli a lavorare sodo per cose che li interessano”.

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