Un diacono permanente tra gli hongkongesi emigrati in massa a Londra

James Shin Ka-leung sarà ordinato il 6 luglio a Westminster. Stava già preparandosi a questo ministero quando nel 2021 ha lasciato Hong Kong e la sua professione di avvocato, come migliaia di altri suoi concittadini in fuga dalla repressione imposta da Pechino. Per la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles coordinerà l'assistenza pastorale dei migranti cattolici di Hong Kong.

Londra (AsiaNews/Agenzie) - Uno delle migliaia di hongkongesi che negli ultimi anni si sono trasferiti nel Regno Unito, sarà ordinato diacono permanente a Londra e svolgerà il suo ministero tra i tanti cattolici presenti nella nuova ondata degli expat. A raccontare la sua storia è il settimanale diocesano di Hong Kong, il Suday Examiner. Prima di partire per la Gran Bretagna insieme alla sua famiglia nel 2021, James Shin Ka-leung a Hong Kong era un avvocato e faceva già parte del gruppo dei candidati al diaconato permanente della diocesi cinese dopo aver iniziato la sua formazione del 2015, in seguito a un pellegrinaggio in Terra Santa.

Sarà ordinato il 6 luglio nella Cattedrale di Westminster, a Londra, dal vescovo ausiliare mons. James Curry, insieme ad altri due nuovi diaconi permanenti della diocesi della capitale britannica: Eze Ugoala e Paul Hewitt. Il diacono Shin, intanto, il 29 giugno è stato già nominato dalla Conferenza episcopale cattolica di Inghilterra e Galles coordinatore di un comitato che fornisce assistenza pastorale ai nuovi migranti cattolici di Hong Kong. E significativamente al rito della sua ordinazione sarà presene anche p. Bruno Lepeu, missionario francese delle Missions Etrangères de Paris che conosce bene il contesto cinese ed è anche lui in procinto di recarsi a Londra per prestare assistenza pastorale ai migranti di Hong Kong.

Sono ormai quasi 300mila gli hongkongesi che negli ultimi tre anni - dopo la dura repressione imposta da Pechino con la legge sulla sicurezza nazionale – hanno deciso di avvalersi delle porte aperte da Londra a quanti a chi in forza dello status di ex-colonia britannica aveva già la doppia cittadinanza. E in questo esodo, formato in gran parte da famiglie giovani, come ricordavamo già qualche settimana fa su AsiaNews, i cristiani sono una quota molto consistente: secondo un’indagine della British and Foreign Bible Society sarebbero il 18%, una percentuale molto più alta rispetto alla consistenza numerica delle comunità cristiane in Cina, a Taiwan o Hong Kong.

Secondo quanto raccontato da Shin al Sunday Examiner “un gran numero di immigrati, pur sforzandosi di integrarsi nelle parrocchie locali, sentono la mancanza delle pratiche liturgiche e pastorali familiari di Hong Kong. Di conseguenza, in varie regioni si sono formati molti piccoli gruppi di fede che organizzano attività pastorali come gruppi di preghiera, corsi di catechesi e lezioni domenicali”.

Shin ha aggiunto che c'è un forte desiderio tra i migranti che i sacerdoti di Hong Kong visitino e celebrino la Messa e svolgano attività pastorali in cantonese. Proprio per questo il vescovo ausiliare di Hong Kong, mons. Joseph Ha Chi-shing alla metà di questo mese visiterà diverse regioni del Regno Unito e le comunità sono ansiose di incontrarlo.

Intanto sabato 29 giugno quattro nuovi diaconi permanenti sono stati ordinati anche nella diocesi di Hong Kong: si tratta di Wilson Choi Wai-san, Joseph Ng Wai Hang, Francis Mok Chun-keung e John Siu Sze-chuen. La Chiesa locale ha ricominciato a ordinare diaconi permanenti nel 1997. Oggi sono una trentina, e rappresentano un’esperienza significativa per il contesto asiatico, dove restano ancora relativamente poche le diocesi che hanno introdotto questo ministero.

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