I bambini di Taipei in piazza contro il nucleare

Una grande manifestazione nel centro della capitale per protestare contro la “Big 4”, la quarta centrale nucleare dell’isola. Madri e figli insieme per chiedere al governo un’alternativa sicura. P. Martinson: “A Taiwan i disastri naturali sono all’ordine del giorno, il rischio è troppo alto”.

di Xin Yage

Taipei (AsiaNews) - Una parata di stelle della televisione e più di mille bambini per chiedere al governo un'alternativa all'uso dell'energia nucleare. È quanto avvenuto nella mattinata di sabato davanti al Chiang Kai-shek Memorial Hall (国立中正纪念堂) di Taipei, il cuore politico della città. Il raduno di protesta è stato convocato non solo per manifestare contro il completamento della Centrale nucleare numero quattro (la "Big 4", 核四) ma anche contro l'uso dell'energia nucleare a Taiwan.

Il promotore è il movimento "Moms Love Taiwan" (妈妈监督核电厂联盟), che ha coinvolto più di mille bambini nell'iniziativa intitolata "Children's Sky" (孩子的天空). Organizzata da Irene Chen (陈蔼玲) - madre, personaggio televisivo e responsabile della Fondazione culturale ed educativa Fubon (富邦金控) - la mattinata è stata una parata di stelle della tv taiwanese, che sono intervenute sul tema dell'energia nucleare.

Nel corso del suo intervento, la Chen si è soffermata su tre punti: la necessità di un piano energetico migliore da parte del governo con una riduzione immediata della dipendenza dal nucleare; la promozione di un'educazione energetica e ambientale alternativa al nucleare; la necessità di fissare già da subito una tabella di marcia che porti alla chiusura delle tre centrali nucleari esistenti, per salvaguardare il futuro e la sicurezza dell'isola."La responsabilità - ha concluso l'attivista - è nelle nostre mani: se ognuno si impegna a ridurre il proprio consumo di energia del 6 %, non sarà necessaria la quarta centrale nucleare e nel tempo saremo in grado di smantellare anche le altre".

Il presentatore dell'evento era il colorito personaggio televisivo Kevin Tsai (蔡康永), che ha voluto ricordare a tutti che "le scorie nucleari non sono eliminabili e le radiazioni che entrano nel corpo non se ne vanno più via". I vari interventi, usando parole semplici, hanno attirato l'attenzione dei bambini e dei genitori sulla necessità di prevenire disastri come quello avvenuto in Giappone. "Taiwan è un'isola piccola e molto popolare: se succede qualcosa non abbiamo spazio per allontanarci dal disastro" ha poi detto Tsai Kangyong.

Sul tema è intervenuta anche la giapponese Uwamae Masako (上前昌子), che dopo il disastro dell'11 marzo 2011 ha lasciato Fukushima e ora vive a Taipei: "La mia casa era a  60 km dalla centrale, in una zona dichiarata sicura dalle radiazioni. Ma dopo aver esaminato bene i livelli reali ho deciso di venire a vivere a Taipei da mia figlia" ha detto dopo un'accorata esortazione a lottare per lo smantellamento delle centrali nucleari non sicure.

Un intervento speciale in scaletta è stato dedicato a p. Jerry Martinson (丁松筠神父), che ricordato le graduatorie internazionali secondo le quali due delle centrali nucleari sull'isola sono tra le prime tre più pericolose in tutto il mondo: "Purtroppo qui abbiamo un sistema bioecologico fragile, caratterizzato da terremoti e possibili tsunami dall'oceano. E Taiwan è un'isola così piccola. Abbiamo una vita prospera e caratterizzata dalla stabilità, vogliamo che tutti i bambini qui presenti e le future generazioni possano avere la stessa possibilità.  Dobbiamo fare pressione sul governo, sulle compagnie e sugli esperti per trovare nuove soluzioni e dobbiamo impegnarci tutti per ridurre il consumo energetico".

I personaggi televisivi presenti avevano registrato alcuni mesi fa una canzone intitolata proprio "孩子的天空" (Children's Sky), che da ieri è stata messa in onda sui principali canali televisivi e radiofonici di Taiwan. Le parole della canzone sono un inno di speranza per i bambini e un impegno da parte dei genitori a garantire loro il migliore avvenire possibile.

 

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