‘Intrappolati nella rete’: il 24mo Congresso mondiale dell'apostolato del mare a Taiwan

Si è svolto dal 1° al 7 ottobre. Un telegramma di papa Francesco e un intervento del card. Turkson. Il dramma dei pescatori, spesso sottopagati e nelle mani di organizzazioni criminali, vittime di lavoro forzato. Sull’isola, quattro centri di assistenza e formazione per pescatori e marinai.

di Xin Yage

Kaohsiung (AsiaNews) - Dall’1 al 7 ottobre a Kaohsiung, la maggior città portuale del sud di Taiwan, si è tenuto il 24esimo Congresso Mondiale dell'Apostolato del mare (第24屆海洋使徒世界大會).

Il convegno di quest’anno è nato da una stretta collaborazione tra il Vaticano, la Conferenza Episcopale Regionale Cinese e il Ministero degli Esteri di Taipei, ricevendo pure un telegramma di papa Francesco.

Nella conferenza stampa iniziale si è evidenziato il grande supporto del governo e delle università taiwanesi: oltre ai più di 250 sacerdoti del luogo, ai pescatori dell’isola e stranieri, hanno partecipato anche esperti e studiosi del settore.

Il tema di quest’anno è stato "Intrappolati nella rete” (困在網中, Caught in the net), slogan che vuole esprimere la preoccupazione per la gente che lavora e vive grazie al mare. I problemi legati a questa vita includono condizioni estreme quali l’oppressione della forza lavoro e il traffico di persone. Molti pescatori infatti non sono padroni delle loro vite e passano da un tipo di sfruttamento ad un altro: prima lo sono in quanto sottopagati, poi la loro situazione peggiora gradualmente fino a cadere nelle mani di organizzazioni criminali diventando vittime del traffico di lavoro forzato.

Purtroppo, questo fenomeno non è limitato a un piccolo numero di casi e di regioni. Il mondo intero è soggetto a tale minaccia e alla forza del crimine organizzato, che ha un’influenza orribile sull’esistenza di molti uomini e donne nel settore, e spesso coinvolge addirittura bambini.

Durante la sua relazione, il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson (樞機主教涂克森), originario del Ghana, e prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, riferisce come “molti bambini sono stati costretti alla schiavitù e continuano ad esserlo”. Per questa ragione ha anche detto ai giornalisti che “questo è l’impegno della Santa Sede: promuovere una sensibilità al problema per rompere queste catene di schiavitù”.

Con questi motivi papa Francesco ha istituito il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale di cui lui è prefetto. Esiste anche l’Apostolato del Mare, nato come opera ufficiale della Chiesa per il servizio pastorale della gente di mare. Esso ha visto la luce il 4 ottobre 1920 nel porto di Glasgow, in Scozia; poi si è sviluppato a livello mondiale e si è preso cura delle persone che lavorano nel mare indipendentemente dalla nazionalità, dalla razza, dalla religione. La missione principale è insegnare, fornire l’educazione di base ai pescatori e le loro famiglie.

Per la Chiesa cattolica di Taiwan, il vescovo di Tainan, mons. Bosco Lin Chi-nan (林吉男主教) ha sottolineato che a partire dal 1974 la Chiesa ha istituito un centro a Kaohsiung e uno a Keelung. Attualmente Hualien e Taichung hanno creato altri due centri di assistenza e formazione per marinai e pescatori. Il servizio è stato ampliato nel 1995.

Sul piano accademico, per la tutela legislativa dei marinai, il professor Hu Nianzu (胡念祖教授), direttore dell'Istituto di ricerca oceanografica dell’università Sun Yat-sen (中山大學海洋事務研究所長) ha fatto raccomandazioni preziose sulla legge di tutela dell’equipaggio dei pescherecci in base ai regolamenti internazionali e alle convenzioni vigenti.

Il documento base è quello dell’Organizzazione Internazionale del lavoro, agenzia specializzata dell’Onu (國際勞工組織[編輯), che 10 anni fa ha fatto entrare in vigore il documento Convenzione sul lavoro nella pesca del 2007 (漁捕工作公約, Work in Fishing Convention) che è ora sotto revisione per l’apporto di alcune clausole migliorative: il 16 novembre di quest’anno dovrebbero essere ratificato in modo definitive.

Con questo spirito di collaborazione e di ricerca a diversi livelli, il 24esimo Congresso Mondiale dell'Apostolato del mare ha trovato ampio spazio sui media locali e vuole dare un impulso importante alla tutela per chi lavora ogni giorno nel mare come pescatore o come membro dell’equipaggio sulle navi di trasporto merci.

Il congresso mondiale dell’Apostolato del mare si tiene ogni cinque anni in un Paese sempre diverso e costituisce un’importante missione per la comunità cattolica nella protezione dei lavoratori e nella denuncia delle condizioni di traffico illegale dei lavoratori migranti.

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