Lai Ching-te a Leone XIV: 'Taipei vuole pace, diritti umani e democrazia'

Il presidente di Taiwan ha scritto al pontefice in risposta all'invito a una pace "disaramata e disarmante" contenuto nel messaggio del pontefice del 1 gennaio. "Già Chiang Wei-shui un secolo fa a Taipei promuoveva la non violenza". Dall'isola che è il maggiore produttore di semiconduttori la condivisione della preoccupazione di Prevost per l'uso sempre più massiccio dell'intelligenza artificiale nei conflitti armati.

Taipei (AsiaNews) – “Qualsiasi tentativo di alterare lo status quo mediante la forza o la coercizione non potrà mai portare a una pace autentica. Solo la fiducia reciproca e la comunicazione, fondate sul rispetto dei diritti umani e dei valori democratici, possono creare una pace duratura”. Lo scrive il presidente di Taiwan Lai Ching-te in una lettera inviata a papa Leone XIV in risposta al messaggio del pontefice per la Giornata Mondiale della pace 2026. Il Vaticano è uno dei 12 Paesi al mondo con cui Taiwan mantiene relazioni diplomatiche formali, con la presenza di un proprio ambasciatore presso la Santa Sede.

Nel testo della lettera - diffuso dalla presidenza di Taipei - Lai esprime il suo apprezzamento per l’invito del papa a cercare una “pace disarmata e disarmante”. Ricorda che “già nel 1921, Chiang Wei-shui (蔣渭水), pioniere del movimento democratico di Taiwan, promuoveva la nonviolenza e la cittadinanza globale. Egli immaginava Taiwan come una sentinella in prima linea della pace mondiale”.

Si tratta di un’idea che, secondo Lai, mantiene oggi tutta la sua attualità. “La pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan – osserva il presidente - sono fondamentali per la sicurezza e il benessere del nostro popolo e costituiscono pilastri della sicurezza e della prosperità globali. In numerose occasioni ho ribadito che democrazia, pace e prosperità sono il cammino scelto da Taiwan e che questi ideali collegano Taiwan al mondo”.

Lai Ching-te - con una chiara allusione a Pechino - critica a “i tentativi di lunga data di coercizione militare e intimidazione politica da parte di regimi autoritari nella regione, nonché i loro sforzi per sminuire lo status sovrano di Taiwan attraverso una distorsione della Risoluzione 2758 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e dei documenti storici della Seconda guerra mondiale. Nonostante ciò – aggiunge - Taiwan ha costantemente scelto di salvaguardare la pace nello Stretto di Taiwan attraverso azioni concrete. Sulla base della parità e della dignità, Taiwan resta disponibile a impegnarsi in un dialogo tra le due sponde dello Stretto per favorire la prosperità e lo sviluppo reciproci”.

Nella lettera il presidente di Taiwan affronta anche un'altra delle questioni sollevate da papa Leone: la preoccupazione per il crescente impiego militare di tecnologie all’avanguardia e dell’intelligenza artificiale che aumentano ulteriormente i rischi nei conflitti armati. “Condivido questa preoccupazione – scrive Lai - e ritengo che la comunità internazionale debba collaborare e stabilire norme affinché il progresso tecnologico non venga utilizzato in modo improprio, compromettendo la pace”. Ricordando il ruolo di Taipei nella produzione dei semiconduttori e i suoi progetti sull’intelligenza artificiale sostiene che Taiwan è impegnata “a rafforzare le catene di approvvigionamento internazionali e a fungere da forza stabilizzatrice per la pace regionale”.

Quanto, infine, all’impegno nella cooperazione internazionale il presidente scrive che “nello spirito umanitario dell’iniziativa Taiwan can help, radicato nella libertà, nella democrazia e nello Stato di diritto, e attraverso la promozione di una diplomazia fondata sui valori, Taiwan collabora strettamente con partner che condividono la stessa visione per affrontare le questioni globali. Taiwan dimostra con i fatti - conclude Lai - la propria volontà di assumere maggiori responsabilità internazionali e di contribuire al benessere delle persone in tutto il mondo”.

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