Arabia Saudita, è morto re Fahd

Petrolio schizza a oltre 61 dollari al barile; posticipato a data da definire il vertice straordinario della Lega Araba a Sharm el-Sheik.

Riyadh (AsiaNews/Agenzie) – Re Fahd d'Arabia è morto dopo anni di malattia. Lo hanno dichiarato fonti vicine alla famiglia reale. L'ultra ottantenne monarca, forse nato nel 1923, è spirato all'alba di oggi all'ospedale Re Faisal, dove era ricoverato da 2 mesi per problemi respiratori. La televisione nazionale ha interrotto la normale programmazione per trasmettere la recitazione di versetti del Corano, come si usa fare alla maniera musulmana in caso di scomparsa di un'eminente personalità.

La televisione di Stato ha anche comunicato che Abdullah ben Abdel Aziz - finora principe della Corona e come tale erede al trono – è stato nominato nuovo sovrano del ricco paese petrolifero. Sultan, ex ministro della Difesa del regno wahabita, prende il posto di Abdullah. Il principe Abdullah si occupa delle questioni connesse al petrolio saudita dal 1995, anno in cui re Fahd fu colpito da un ictus invalidante.

"Sono sicuro che nulla cambierà nella politica saudita sul petrolio", ha detto una fonte saudita. Ma dopo la notizia della morte di re Fahd, il petrolio a New York è schizzato a 61,11 dollari al barile. L'Arabia Saudita è il più grande esportatore di petrolio al mondo e possiede un quarto delle riserve mondiali d'oro nero.

Amr Moussa, segretario generale della Lega araba, ha reso noto che il vertice straordinario della  Lega araba, che avrebbe dovuto aprirsi il 3 agosto a Sharm el-Sheikh, sarà con ogni probabilità rinviato a causa della morte del re saudita. Moussa ha specificato che sono in corso contatti per fissare una nuova data. Il summit era stato convocato dal presidente dell'Egitto, Hosni Mubarak, pochi giorni dopo gli attentati del 23 luglio nella località turistica sul Mar Rosso.

Re Fahd era al potere dal 1982. Ha guidato il paese attraverso il più turbolento periodo della sua storia: due guerre del Golfo e il confronto con l'estremismo islamico, che condannava il suo appoggio agli Usa.

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