Obama e re Abdullah: due popoli, due Stati, per la pace in Medio oriente

Il re saudita e il presidente americano affermano che è la sola soluzione che potrà portare la pace, garantendo allo stesso tempo una patria per i palestinesi e un rafforzamento e la sicurezza di Israele.

Washington (AsiaNews/Agenzie) – La soluzione “due Stati, due Popoli” è la sola che potrà portare la pace in Medio oriente, garantendo allo stesso tempo una patria per i palestinesi e un rafforzamento e la sicurezza di Israele. È quanto hanno affermato ieri il presidente Usa Barack Obama e il re saudita Abdullah, in visita ufficiale – la prima dal cambio di amministrazione negli Usa – a Washington. I due leader hanno discusso anche di Iran, Pakistan e Afghanistan, sottolineando a più riprese il rapporto di “amicizia” fra i due Paesi.

Le nazioni arabe sono contrariate per gli scarsi risultati ottenuti da Obama con il governo di Tel Aviv, che ha proseguito nella politica degli insediamenti nei territori e ha innalzato la tensione internazionale con l’attacco alle nave carica di aiuti umanitari diretta a Gaza. Il prossimo 6 luglio è in programma un vertice alla Casa Bianca fra il presidente Usa e il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Obama e re Abdullah hanno discusso di diverse questioni definite “strategiche”, fra cui Iran, Pakistan e Afghanistan, e dei prigionieri sauditi detenuti a Guantanamo. Tuttavia, il centro dei colloqui ha riguardato il conflitto Israelo-palestinese e i passi da compiere per “assicurare una patria ai palestinesi, perché possano vivere fianco a fianco con un prospero Stato di Israele”. Sempre ieri, in mattinata, sulla questione è intervenuto anche il Ministro israeliano degli esteri Avigdor Lieberman, il quale ha puntualizzato che gli stalli nei colloqui e le divisioni fra palestinesi impediscono la nascita dello Stato palestinese “prima del 2012”.

Tuttavia, Barack Obama e re Abdullah auspicano una ripresa nei “colloqui diretti” e la convivenza pacifica fra le due realtà. Il monarca saudita ha rilasciato una breve dichiarazione al termine dei colloqui in cui ringrazia il presidente Usa per l’ospitalità e “apprezza l’amicizia” che lega Stati Uniti e Arabia Saudita. Una frase sottolineata a più riprese dal Washington Post, secondo cui il re saudita ha voluto rimarcare con particolare attenzione “l’amicizia fra il popolo americano e il popolo saudita, le popolazioni arabe e il mondo musulmano”.

L’incontro fra i leader statunitense e saudita ha segnato anche un significativo cambiamento. Il quotidiano Arab News riferisce che l’ambasciata saudita a Washington ha usato il popolare social network Twitter per lanciare aggiornamenti sulla visita del monarca. Oltre a brevi messaggi, i diplomatici ha caricato video su You Tube, al link www.youtube.com/saudiembassyusa.

 

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