I giovani arabi contro lo Stato islamico, la faccia violenta del disagio in Medio oriente

Un sondaggio su 3500 fra ragazzi e ragazze di 16 Paesi della regione rivela che la maggioranza è contro l’Isis. Il 77% preoccupato le sorti della regione. Solo il 15% ritiene che Daesh raggiungerà l’obiettivo di creare uno Stato islamico. Ma gli esperti avvertono: Isis specchio violento di un disagio che permane. Preoccupa la disoccupazione.

Beirut (AsiaNews/Agenzie) - La maggioranza dei giovani nei Paesi arabi “respinge con forza” la filosofia e le gesta di Daesh [acronimo arabo dell’Isis] ed è convinta che il movimento jihadista “fallirà nel suo progetto di fondare uno Stato islamico”. È quanto emerge da un sondaggio, pubblicato in questi giorni, che ha registrato la partecipazione di almeno 3500 ragazzi e ragazze arabi provenienti dalle 16 diverse nazioni del Medio oriente. Il questionario - 180 domande - rivela inoltre che il 50% degli interpellati ritiene il movimento fondamentalista il “maggiore ostacolo” che si trova ad affrontare la regione. Il 77% manifesta inoltre “preoccupazione” per il destino dell’area rispetto al 37% dell’anno precedente, a conferma di un peggioramento del quadro generale. 

I risultati dell’inchiesta sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa a Dubai, nel contesto di un evento annuale (Asda’s Burson-Marsteller) in cui si traccia un quadro della realtà giovanile nei Paesi arabi. Gli interpellati sono ragazzi e ragazze (50% ciascuno) fra i 18 e i 24 anni, intervistati nei mesi di gennaio e febbraio dal gruppo di ricerca statunitense Penn Schoen Berland. 

Gli autori dell’inchiesta, la più approfondita in materia, spiegano che solo uno su sei (15% circa) crede che il gruppo terrorista riuscirà nello scopo di fondare uno Stato islamico nel mondo arabo; di contro, il 76% è convinto del fallimento del movimento jihadista. 

A dispetto delle crescenti preoccupazioni, il sostegno “tacito” per Daesh è in netta diminuzione nel mondo arabo, con il 78% dei giovani intervistati che respinge l’ideologia del gruppo anche se dovesse cambiare la tattica. Solo il 13% (con un calo rispetto al 19% dello scorso anno) si dice convinto sostenitore dei jihadisti, a patto che smorzi i toni violenti delle sue azioni. Inoltre, ragazzi e ragazze sono convinti che sia l’alto livello di disoccupazione il fattore decisivo che permette allo Stato islamico di trovare sempre nuovi adepti. Per il 24% questa è la “ragione principale” del fascino esercitato, mentre un giovane su quattro non capisce per quale motivo ci si dovrebbe unire al gruppo estremista. 

I dati Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) confermano che nei Paesi arabi vi sono 75 milioni di persone senza un lavoro. Tutto ciò genera pessimismo e voglia di riscatto in movimenti e ideologie estremiste, che lottano contro i governi [ritenuti incapaci e corrotti] della regione.  Fra le altre ragioni del successo di Daesh il fatto che la sua interpretazione dell’islam sia superiore agli altri (18%), le tensioni confessionali fra sunniti e sciiti (17%) e la crescita delle idee e dei valori laici dell’Occidente” nella regione (15%). 

Analisti ed esperti di questioni mediorientali avvertono che, seppur sta cambiando l’atteggiamento verso lo Stato islamico e le sue pratiche violente, restano pur sempre i problemi irrisolti sul terreno e che spingono i popoli, e i giovani in particolare, a forme diverse di riscatto e ribellione.

Hassan Hassan, studioso mediorientale e co-autore del libro “Isis: dentro l’esercito del terrore” conferma che “molti” non condividono il modo di agire di Daesh ma il gruppo avoca a sé “problemi reali e irrisolti”. In realtà il movimento jihadista “è un sintomo” del “crescente disagio” che va “contrastato”. Per lo studioso non bastano le risposte militari e dell’intelligence contro l’Isis, perché l’organizzazione sfrutta “fallimenti economici, sociali e religiosi” dei leader della regione e dell’Occidente. “Daesh può anche indebolirsi e sparire - conclude - ma la malattia resta e altri gruppi simili emergeranno in futuro se non verrà risolta”. 

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