Abu Dhabi (AsiaNews) – L’emirato di Abu Dhabi si dimostra uno dei Paesi arabi più aperto ai cristiani. E allo stesso tempo, i cristiani – tutti migranti – che vivono negli emirati si mostrano di una sorprendente creatività.
La visita di papa Francesco ad Abu Dhabi dal 3 al 5 febbraio è un fatto unico, che però è frutto di un’apertura liberale degli emirati verso i cristiani che risale agli anni ’60, quando è stato dato il permesso di aprire le prime chiese e le prime scuole cristiane.
I fedeli cattolici degli emirati, che si aggirano sul milione, sono tutti migranti provenienti dal mondo intero; il loro contributo all’economia e stabilità della società è essenziale.
Per la visita di papa Francesco, il principe Mohammed bin Zayed bin Sultan Al Nahyan ha messo a disposizione lo Zayed Sports City di Abu Dhabi, dove si terrà la messa all’aperto, una prima assoluta nella penisola arabica. Come informa il sito ufficiale della visita papale (https://www.uaepapalvisit.org), il coro della messa sarà composto da 120 membri di 13 diverse nazionalità: filippini, libanesi, siriani, giordani, armeni, francesi, italiani, nigeriani, americani, indonesiani, olandesi, argentini, a dimostrazione della composizione multiculturale della comunità cristiana. Il coro sarà accompagnato dall’organo e da 10 trombe. La direttrice del coro è una filippina, Joy Santos; l’organista è Paul Griffiths, un musicista anglicano, che è anche l’amministratore delegato dell’aeroporto di Dubai.
Fra i più eccitati per la visita papale, vi sono gli oltre 25mila bambini cristiani che seguono il catechismo domenicale (o al venerdì). Per loro il vicariato dell’Arabia meridionale ha preparato un libro dal titolo “Meet Pope Francis in the UAE (Incontra papa Francesco negli Emirati)”, che racconta la vita del papa argentino, fin dalla sua infanzia. Stampato in 50mila copie, esso è stato regalato ad ogni bambino ed è divenuto lo strumento per alcune lezioni nel catechismo in prossimità della visita.










