Emirati, condannato a 10 anni di carcere il leader dissidente Ahmed Mansoor

Dovrà pagare anche una ammenda di 235mila euro e trascorrere altri tre anni in libertà vigilata. Con i suoi post in rete avrebbe minato “lo status e il prestigio” del Paese e “i suoi simboli”. La stampa internazionale non ha potuto assistere al processo in aula. Caduta l’accusa di “complotto” per una “organizzazione terrorista”.

di Dario Salvi

Abu Dhabi (AsiaNews/Agenzie) - Un tribunale degli Emirati Arabi Uniti (Eau) ha condannato a 10 anni di prigione e al pagamento di una ammenda di 235mila euro Ahmed Mansoor, uno dei più famosi leader dell’opposizione interna. Difensore dei diritti umani e noto blogger, è stato arrestato nel marzo dello scorso anno nella sua casa di ‘Ajman per aver criticato la leadership al potere e offuscato l’immagine del Paese attraverso una serie di post diffusi su internet e social network. 

I giudici che hanno comminato la sentenza hanno inoltre stabilito che egli dovrà trascorrere tre anni in libertà vigilata una volta uscito dal carcere. A riferire della condanna sono due giornali locali, The National e Gulf News, perché la stampa internazionale non ha potuto assistere al processo, a conferma di un inasprimento della censura e un crescente pugno di ferro da parte delle famiglie reali verso le voci critiche. 

Secondo quanto recita la sentenza, il 48enne leader dissidente è stato condannato per aver minato “lo status e il prestigio” degli Emirati “e i suoi simboli”. Egli avrebbe inoltre nociuto alle relazioni fra Abu Dhabi e le nazioni dell’area del Golfo. Il tribunale ha invece fatto decadere l’accusa di “complotto” con una non meglio precisata “organizzazione terrorista”. 

Il suo arresto aveva sollevato una ondata di indignazione e di protese internazionali. A giustificazione del fermo, il pubblico ministero incaricato della lotta contro i crimini informatici ha accusato Mansoor di aver usato la rete per “pubblicare false informazioni”, diffuso “idee tendenziose per seminare sedizione e settarismo” e “attentato all’unità nazionale”. 

Ahmed Mansoor era rimasta l’unica voce indipendente, non ancora in carcere, a parlare attraverso il suo blog e account Twitter delle violazioni dei diritti umani all’interno del paese. Egli ha subito ripetute minacce di morte, intimidazioni e vessazioni da parte delle autorità degli Emirati e suoi sostenitori. Il suo computer, il telefono, l’email e l’account Twitter sono stati tutti più volte violati.

Nel 2011, quando fu condannato a tre anni di carcere per “offese a pubblici ufficiali” nel contesto delle rivolte scoppiate nel contesto della Primavera araba, egli è stato aggredito e minacciato di morte da sostenitori del governo. Nel 2015 si è aggiudicato il prestigioso premio Martin Ennals per difensori dei diritti umani.

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