Dubai (AsiaNews) - Il percorso della fratellanza è “lungo e difficile”, ma è “l’àncora di salvezza per l’umanità”; “ai tanti segnali di minaccia, ai tempi bui, alla logica del conflitto contrapponiamo il segno della fratellanza” che “accogliendo l’altro” ne rispetta “l’identità”. “Non uguali, no, fratelli”. È quanto afferma papa Francesco nel videomessaggio diffuso oggi, in concomitanza con la II Giornata Internazionale della Fratellanza Umana promossa dall’Onu e a tre anni dalla firma del documento con l’imam di al-Azhar Ahmad Muhammad Al-Tayeb in occasione del viaggio apostolico negli Emirati. Il pontefice rimarca con forza l’essere “tutti diversi eppure uguali” e questo “periodo di pandemia” di Covid-19 “ce lo ha dimostrato da soli non ci si salva!”.
Il tema della fratellanza è centrale a ExpoDubai 2020, la rassegna espositiva internazionale in corso nella metropoli commerciale e finanziaria degli Emirati Arabi Uniti (Eau). Nel Padiglione della Sostenibilità si svolge oggi un incontro organizzato dal ministero per la Tolleranza e la coesistenza degli Emirati e l’Alto comitato per la Fratellanza Umana, con il sostegno della Santa Sede e dell’Università di Al-Azhar del Cairo. In occasione della II Giornata indetta dalle Nazioni Unite sul tema “Sotto lo stesso cielo”, il papa e l’imam di al-Azhar hanno diffuso un videomessaggio, mentre il presidente Usa Joe Biden ha inviato una lettera personale ai presenti.
Tornando al videomessaggio - il cui testo è stato diffuso dalla sala stampa vaticana anche con una traduzione "non ufficiale" in lingua ebraica - il papa sottolinea che non è più tempo “di indifferenza: o siamo fratelli o crolla tutto. E questa non è un’espressione meramente letteraria di tragedia, no, è la verità!”. La conferma emerge “nelle piccole guerre, in questa terza guerra mondiale a pezzetti, come si distruggono i popoli, come i bambini non hanno da mangiare, come cala l’educazione... È una distruzione” ammonisce il pontefice, il quale aggiunge che non è nemmeno più tempo “della dimenticanza. Ogni giorno dobbiamo ricordarci quello che Dio disse ad Abramo: che alzando lo sguardo alle stelle del cielo avrebbe visto la promessa della sua discendenza, cioè noi”.
La fratellanza è uno dei valori “fondamentali e universali” alla base “delle relazioni tra i popoli” per scongiurare che quanti soffrono o sono svantaggiati “non si sentano esclusi e dimenticati, ma accolti”. In questi anni, ricorda, “abbiamo camminato come fratelli nella consapevolezza che, rispettando le nostre rispettive culture e tradizioni, siamo chiamati a costruire la fratellanza quale barriera contro l’odio, la violenza e l’ingiustizia”. Come credenti di religioni diverse, conclude papa Francesco, dobbiamo “farci promotori di una cultura di pace, che incoraggi sviluppo sostenibile, tolleranza, inclusione, comprensione reciproca e solidarietà”.
Il grande imam di al-Azhar rivolge un saluto al “caro fratello Francesco” che definisce “compagno incessantemente coraggioso sulla via della fraternità e della pace”. Nel videomessaggio al-Tayeb ricorda il documento sottoscritto tre anni fa che abbraccia “i credenti di tutte le religioni, ma non esclude i non credenti” e che vuole contrastare “giudizi errati e conflitti che spesso portano a spargimenti di sangue e guerre”, in particolare fra “seguaci della stessa religione e credenti in un’unica fede”. In un mondo ancora segnato dalle violenze e dalla pandemia, conclude l’imam, “abbiamo intrapreso la strada della speranza di un mondo nuovo libero da guerre e conflitti”.
Infine, il presidente Usa Biden si unisce a quanti celebrano la Giornata Onu della Fratellanza sottolineando che i problemi del mondo e delle società di oggi - dal Covid all’emergenza climatica - non possono essere risolti da una sola nazione, o da un gruppo. Le sfide della modernità, avverte l’inquilino della Casa Bianca, vanno affrontate “con un dialogo schietto che promuova la tolleranza, l’inclusione e la comprensione. E più di tutto, richiedono una mente aperta, collaborativa ed empatica - conclude - assicurandosi che tutte le persone siano trattate con dignità e godano di una piena partecipazione nella società”.










