Cristiani e musulmani promuovano il dialogo e rifiutino la violenza

Sono le principali conclusioni sulle quali hanno convenuto i partecipanti al primo Colloquio tra il giordano Royal Institute for Inter-Faith Studies (R.I.I.F.S.) e il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Promuovere una cultura del dialogo, rifiutando la violenza, per la costruzione di uno Stato democratico che rispetti le diversità etniche, culturali e religiose. Sono le principali conclusioni alle quali è giunto il primo Colloquio tra il giordano Royal Institute for Inter-Faith Studies (R.I.I.F.S.) e il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, conclusosi ieri ad Amman.

 

Dedicato alla “Religione e società civile”, l’incontro, del quale dà notizie il Pontificio consiglio, è stato centrato su tre aree: La religione e la società civile nella storia e nel pensiero filosofico-giuridico; La religione e la società civile nelle società moderne; La religione e la società civile nella tradizione religiosa.

 

La delegazioine del RIIFS era guidata dal direttore dell’istituto, ambasciatore Hasan Abu Nimah e comprendeva esperti e studiosi provenienti da Iran, Egitto, Libano, oltre che da istituzioni come la The World Islamic Science and Education University e della stessa Giordania. La delegazione vaticana era presieduta dal card. Jean Luois Tauran, presidente el Pontificio consiglio e comprendeva personalità e studiosi del Vaticano, delle Chiese locali e di università. Il Colloquio ha anche avuto una seduta pubblica, tenutasi nel Founders Theater, El-Hassan Science City.

 

I partecipanti, in particolare, hanno convenuto sui seguenti punti:

1) è stata discussa la nozione di società civile e i partecipanti sottolineano il suo carattere come mezzo per uno scambio aperto di esperienze e visioni mirante a perseguire il bene comune. I partecipanti sono d’accordo sull’importanza della società civile per un sano e integrale sviluppo di individui e comunità, riconoscendo il particolare e indispensabile contributo che la società civile può offrire come prezioso forum per il dialogo nel contesto del responsabile esercizio della libertà.

2) I partecipanti sottolineano l’importanza di educare i giovani sul valore del rispetto reciproco e della cultura del dialogo, rifiutando la violenza, così da promuovere una coesistenza pacifica sulla base della piena cittadinanza.

3) Essi sottolineano l’importanza della democrazia e il ruolo della legge in uno Stato che rispetti le diversità etniche, culturali e religiose e incrementi l’uguaglianza tra i cittadini, sulla base del rispetto della dignità umana e in conseguenza dei diritti umani fondamentali, in particolare la libertà e la giustizia.

4) Le religioni hanno un ruolo specifico da svolgere nella società civile, per offrire motivazioni per il contributo dei cittadini al bene comune, che sono basate sulla fede in Dio e che prescindono dall’interesse politico e dalla ricerca del potere.

5) i partecipanti sottolineano il ruolo che le religioni possono svollgere nel rafforzare la partecipazione sociale e la coesione, dando quindi il loro specifico apporto nella costruzione di uno Stato stabile e prospero, basato sul principio di sussidiarietà.

 

E’ stato deciso che il prossimo colloquio si terrà a Roma, entro due anni, preceduto da un incontro preparatorio, nel quale saranno definiti temi e modalità.

 

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