Baghdad (AsiaNews/Agenzie) – Stati Uniti ed Iran si incontreranno tra meno di due settimane, il 28 maggio, per discutere della “stabilità” irachena. L’annuncio è stato dato dal ministro degli Esteri di Teheran, Manouchehr Mottaki e confermato dal Dipartimento di Stato Usa. L’incontro avverrà nella capitale irachena e sarà a livello di ambasciatori tra due Paesi che non hanno rapporti diplomatici dal 1979.
Da entrambe le parti, l’annuncio dell’incontro è stato accompagnato da solenni riaffermazioni di principio. Già mercoledì, parlando della possibilità dei colloqui, la Suprema Guida Ali Khamenei, aveva precisato che “la politica iraniana di evitare colloqui diretti con l’attuale amministrazione americana resta in vigore, finché non cambieranno il loro atteggiamento”. Da parte sua Mottaki ha affermato che l’incontro avrà per oggetto “niente altro che l’Iraq” ed ha ribadito che il primo passo per migliorare la situazione della stabilità irachena è il ritiro delle truppe straniere.
Lapidaria la dichiarazione del portavoce del Dipartimento di Stato, Sean McCormack: “da tempo l’Iran parla del suo interesse a vedere un Iraq stabile, sicuro e prospero; gli chiediamo di passare dalle parole ai fatti”.
Da parte sua, il ministro degli Esteri iracheno, Hoshiyar Zebari, ha salutato con favore l’annuncio dell’incontro, rilevando che Usa ed Iran sono i Paesi che hanno un maggiore ruolo nel suo Paese.










