Assad e re Abdullah a Beirut per frenare le tensioni con Hezbollah

È la prima visita del presidente siriano dopo la cacciata dei soldati di Damasco nel 2005. Hezbollah minaccia crisi di governo e instabilità se il tribunale Onu accusa i suoi membri di essere responsabili dell’uccisione di Rafic Hariri. I cambiamenti di Damasco fanno diminuire l’influenza iraniana nel Libano.

di Paul Dakiki

Beirut (AsiaNews) – Il presidente siriano Bachar el Assad e il re saudita Abdullah arrivano oggi a Beirut sullo stesso aereo, per una visita comune. È la prima visita di Assad dopo la cacciata dei 30 mila soldati siriani dal Libano nel 2005, seguita all’assassinio del premier Rafic Hariri.

 

Abdullah si è recato ieri a Damasco per preparare con Assad gli incontri di oggi con il presidente libanese Michel Sleiman e con i membri del governo. A tema vi è la speranza di calmare le tensioni nel Paese dei cedri nella possibilità molto reale che il tribunale Onu denunci membri di Hezbollah come responsabili dell’uccisione di Hariri.

 

Hezbollah è il più importante alleato della Siria in Libano; Rafic Hariri aveva stretti legami con l’Arabia saudita. Suo figlio Saad è il presente primo ministro a Beirut.

 

La Siria e l’Arabia saudita hanno influenzato la nascita di un governo nazionale libanese – con la partecipazione di Hezbollah – lo scorso novembre, dopo mesi di stallo.

 

I libanesi temono una possibile crisi, insieme ad instabilità e conflitti, dopo che il capo di Hezbollah, Nasrallah, ha denunciato il tribunale Onu come uno strumento nelle mani di Israele.

 

Secondo osservatori, Assad e Abdullah cercheranno di convincere Nasrallah ad accettare i risultati del tribunale, perdendo alcuni membri, ma salvando la presenza del Partito di Dio in Libano.

 

Ciò potrà portare a un indebolimento dell’influenza iraniana su Hezbollah e sul Libano. Del resto, in questi ultimi anni, l’influenza di Teheran è diminuita proprio grazie a un cambiamento di posizione della Siria.

 

I primi risultati del tribunale Onu indicavano membri della famiglia di Assad come responsabili della morte di Hariri. Per salvarsi dalle accuse, Damasco ha sferrato un’offensiva diplomatica a tutto campo, aprendo alla Francia, agli Stati Uniti e allo stesso Libano, ritornando ad essere partner privilegiato, dopo che per 29 anni è stato una forza occupante del Paese. Lo scorso dicembre vi è stata perfino una visita di Saad Hariri a Damasco per cementare la nuova amicizia.

 

Saad ha dichiarato che la visita di oggi servirà a una “maggiore stabilità” nella regione.

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