Riyadh (AsiaNews/Agenzie) - Un drone carico di bombe lanciato dai ribelli Houthi dello Yemen in territorio saudita si è schiantato contro una scuola; secondo quanto riferiscono fonti locali, l’attacco avvenuto ieri non avrebbe provocato vittime o feriti fra gli studenti dell’istituto. Il raid rischia però di ostacolare i crescenti sforzi della diplomazia internazionale per giungere a un cessate il fuoco definitivo nel Paese arabo, in guerra da ormai sette anni.
Secondo quanto riferisce oggi l’agenzia ufficiale saudita Spa, l’attacco a colpi di droni ha centrato una scuola della provincia meridionale di Asir, già obiettivo in passato dei razzi lanciati oltre-confine dai ribelli filo-Teheran. Le foto scattate dalla protezione civile e rilanciate dall’agenzia mostrano il tetto dell’edificio danneggiato e, nell’area circostante, parti e componenti del drone (nella foto).
Il raid giunge a tre giorni di distanza da una dichiarazione unilaterale della coalizione araba a guida saudita, che aveva annunciato l’interruzione delle operazioni militari in Yemen. Il portavoce della coalizione Turki al-Maliki ha sottolineato che l’allentamento della pressione militare mira a “preparare il terreno sul piano politico per un processo di pace nello Yemen”. Poco dopo la dichiarazione i media sauditi hanno rilanciato la notizia della morte di otto civili e del ferimento di altri 27 durante alcuni attacchi nella città settentrionale di Marib (ultima roccaforte governativa nel nord); l’area è oggetto da mesi di una offensiva degli Houthi per il controllo dei giacimenti petroliferi locali.
A inizio mese, i funzionari dell’Oman - che da tempo mediano nei conflitti regionali, in particolare fra Riyadh e Teheran - hanno visitato Sanaa per cercare di convincere i ribelli ad accettare un cessate il fuoco. Lo sforzo per garantire la pace nello Yemen segue il tentativo di ripresa dei dialoghi diplomatici fra la Repubblica islamica e il regno wahhabita, con un primo incontro fra le parti ad aprile dopo l’interruzione delle relazioni diplomatiche nel 2016.
La guerra in Yemen è divampata nel 2014 come conflitto interno fra governativi filo-sauditi e ribelli sciiti Houthi vicini all’Iran. Degenerata nel marzo 2015 con l’intervento della coalizione araba guidata da Riyadh, ha fatto registrare oltre 10mila morti e 55mila feriti. Organismi indipendenti fissano il bilancio (fra gennaio 2016 e fine luglio 2018) a circa 57mila decessi. Per le Nazioni Unite il conflitto ha provocato la “peggiore crisi umanitaria al mondo”, sulla quale il Covid-19 avrebbe effetti “devastanti”. Milioni di persone sono sull’orlo della fame e i bambini ne subiranno le conseguenze per i prossimi 20 anni.










