Due cristiani iraniani arrestati a Mashad. Una è figlia di un pastore assassinato

Uno di loro è un convertito dall'Islam. Da giorni non si hanno notizie. Gli iraniani guardano con simpatia il cristianesimo, stanchi di prediche piene di lotta e di odio.

Mashad (AsiaNews/ANS) – Una cristiana iraniana e suo marito, un convertito dall'Islam, sono stati arrestati dalla polizia segreta di Mashad (nel nord-est del paese). I familiari affermano di non avere più notizie di loro.

La donna, Fereshteh Dibai, 28 anni, è figlia di un pastore evangelico, anch'egli un convertito dall'Islam, assassinato nel '94. Il marito Amir, 35 anni, si è convertito al cristianesimo all'età di 20 anni.

Secondo il sito "Pray for Iran" (Pregate per l'Iran, www.prayforiran.com ), "Alle 7 del mattino del 26 settembre 2006, diversi membri della polizia segreta iraniana sono penetrati nell'appartamento confiscando i computer, libri cristiani e altre cose".

Prima dell'arresto Amir è riuscito a telefonare ai suoi parenti, chiedendo loro di venire a prendere la loro bambina, Christine, di 6 anni (v. foto insieme alla madre). Quando la madre di Amir è arrivata alla casa, la coppia era già stata portata via e due poliziotti continuavano a frugare nell'appartamento. I due hanno detto alla donna che la coppia sarebbe stata portata alla stazione di polizia, ciò che si è dimostrato non vero. In realtà essi sono stati condotti in un centro segreto delle Guardie rivoluzionarie.

Le ricerche dei genitori di Amir sono state inutili. Il 28 settembre essi sono stati informati che la coppia sarebbe stata giudicata da un tribunale rivoluzionario. Ma non si hanno notizie più precise.

Fereshteh e Amir sono responsabili di una chiesa domestica a Mashad, una delle città sante dell'Islam iraniano, luogo di molti pellegrinaggi. Il pastore della loro chiesa, il rev. Hussein Soodmand, è stato impiccato nel dicembre del '90 perché, convertito dall'Islam, aveva rifiutato di tornare alla fede musulmana.

Il padre di Fereshteh, Mehdi Dibaj, è stato arrestato e condannato a morte per apostasia quando la figlia aveva 6 anni. Grazie alle pressioni internazionali, dopo 9 anni di prigionia, è stato rilasciato. Dopo alcuni mesi è stato rapito e ucciso.

Il fratello di Fereshteh, Issa Dibaj, vive e lavora in Gran Bretagna. È stato lui a chiedere la diffusione della notizia dell'arresto, sperando che il mondo "conosca e prenda a cuore tutto questo".

Issa, che ha detto di aver perdonato ci ha ucciso suo padre, afferma che in Iran vi sono molte speranze per il cristianesimo: "L'iraniano medio è affascinato da questo messaggio di amore. Essi guardano alla loro religione e non vedono che lotta e odio. Vedono invece i cristiani che si amano, che sono gioiosi; capiscono subito la differenza e desiderano conoscere di più e diventare come i cristiani. E questo non piace al governo".

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