Giura l’Assemblea degli esperti, ma Ahmadinejad e Rafsanjani non si danno la mano

La cerimonia, a porte chiuse, si è svolta seguendo i canoni tradizionali di questi eventi, ma si è cercato di giustificare la mancata elezione di donne e giuristi laici. Presenti tutti gli esponenti del regime, tranne Khamenei: motivi di salute?

di Dariush Mirzai

Teheran (AsiaNews)  - L’ostilità reciproca tra il populista Ahmadinejad e il pragmatico Rafsanjani, che non si sono dati la mano, è stato forse il fatto più interessante della cerimonia per il giuramento dell’”Assemblea degli Esperti”, gli 86 mullah che hanno il potere di scegliere o magari destituire la Guida Suprema. Sono stati eletti in dicembre – con la vittoria di Akbar Hashemi Rafsanjani e la sconfitta del candidato prediletto del presidente della Repubblica Mahmoud Ahmadinejad, l’estremista Mesbah-Yazdi, che ciò malgrado ha avuto un numero assai basso di voti.

Quasi tutto il regime iraniano è stato presente, ieri, nell’ex sala del Parlamento, eccetto la Guida Suprema Ali Khamenei (per ragione di salute?)… e i cittadini iraniani. In tribuna, come se si fosse una partita di calcio a porte chiuse, c’erano solo i cameramen della TV statale ed il corpo diplomatico. Notevole.

La cerimonia, sotto l’autorità del Consiglio dei Guardiani, includeva, come al solito, il canto di un versetto del Corano e l’inno nazionale. Come al solito, i discorsi includevano la glorificazione della Repubblica islamica, modello di “democrazia religiosa” e le critiche contro gli Stati Uniti (“un mostro senza cervello”), il Regno unito, e tutti quelli che cospirano contro l’islam e l’Iran. Interessanti la condanna ripetuta del “terrorismo”, contrario all’islam e la necessità di mantenere l’unità di fronte ai vari pericoli, tra l’altro ai rischi per il programma nucleare civile iraniano, “diritto inalienabile, naturale, divino”, ha detto l’ayatollah Meshkini.

I risultati dell’elezione sono stati interpretati a favore del regime: il 65 % di partecipazione (28 milioni d’elettori, su una popolazione di 70 milioni) significherebbero un sostegno popolare al sistema della Repubblica islamica e pure un atto di devozione musulmana! L’elezione, inoltre, non sarebbe di natura “politica” ma spirituale.

Qualche spiegazione è stata data per giustificare la non-elezione e pure la non-selezione di donne e di giuristi laici. La necessità di commentare questo punto mostra che, ormai, alcuni valori “occidentali” (in realtà universali) sono radicati nella società iraniana , compreso il fatto di presentare l’Assemblea di questi mullah anziani come “la garanzia del rispetto dei diritti umani”!

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