Netanyahu atteso alla Casa Bianca per un incontro con Obama

A tema il nucleare iraniano e i dialoghi di pace coi palestinesi. Israele è criticato per il blocco di gaza e per non aver fermato gli insediamenti dei coloni. Nuove regole sul blocco della Striscia: Le minacce della Turchia. Analisti: attacco all’Iran solo dopo la distensione nei rapporti coi palestinesi.

di Joshua Lapide

Gerusalemme (AsiaNews) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è volato a Washington per un incontro con il presidente Usa Barack Obama che molti sperano sia più disteso di quello tenuto nel marzo scorso. Sul tappeto vi sono la questione iraniana e il dialogo di pace israelo-palestinese.

 

Proprio alla vigilia dell’incontro Israele ha dato nuove indicazioni per alleggerire il blocco di Gaza, permettendo l’entrata nella Striscia di beni di consumo, ma non di materiali che possono essere usati per fini militari. Israele afferma che il blocco di Gaza gli è necessario per frenare attività militari di Hamas, che controlla la Striscia dal 2007, contro le città israeliane. Ma l’embargo porta difficoltà per tutta la popolazione palestinese di Gaza, stimata su 1,5 milioni di abitanti.

 

Israele ha subito una forte pressione internazionale contro il blocco di Gaza, dopo il raid militare contro la flottiglia che portava aiuti umanitari alla popolazione della Striscia, violando l’embargo. Lo scontro ha portato alla morte di 9 persone originarie della Turchia.

 

Ankara esige da Tel Aviv scuse ufficiali per il raid, ma Israele lo esclude. Proprio ieri la Turchia ha minacciato la rottura dei rapporti diplomatici e la chiusura dello spazio aereo turco per tutti gli aerei militari israeliani.

 

Israele è anche accusato di aver affossato il processo di pace coi palestinesi. Questi hanno interrotto i dialoghi diretti dopo l’operazione “Piombo fuso” lanciata da Tel Aviv contro Gaza nell’inverno 2008-2009. Anche dialoghi indiretti, desiderati dalla casa Bianca, sono falliti per le continue costruzioni di colonie ebraiche a Gerusalemme est. Lo stesso Obama aveva richiesto prima lo stop totale degli insediamenti, poi lo stop temporaneo, ma Israele ha disatteso entrambe le richieste. Nel marzo scorso, quando Netanyahu è andato ancora a Washington, Obama non ha voluto nemmeno farsi fotografare insieme al premier israeliano.

 

La popolazione e il governo israeliano sono angosciati anche dall’escalation nucleare dell’Iran, che promette di eliminare Israele. Secondo analisti, gli Stati Uniti potrebbero dare l’ok per un attacco di Tel Aviv contro Teheran solo se migliorano i rapporti con il mondo arabo e perciò se si apre uno spiraglio di pace nel rapporto coi palestinesi.

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