Teheran (AsiaNews) - L’attenzione globale è puntata sullo Stretto di Hormuz, di nuovo bloccato a causa dell’escalation fra Iran e Stati Uniti che sta facendo vacillare la fragile tregua, ma ad essere colpiti - nel silenzio generale - sono anche altre infrastrutture strategiche di primaria importanza. Una di queste è un ponte in una zona remota della Repubblica islamica, colpito dagli Stati Uniti - sebbene finora Washington non abbia confermato ufficialmente il raid - in questi giorni mentre il Paese celebrava i funerali del grande ayatollah Ali Khamenei ucciso nel primo giorno di conflitto a fine febbraio. Una struttura che riveste peraltro un’importanza strategica nei collegamenti fra la Repubblica islamica e la Cina, oltre alla Russia. A raccontarlo è un resoconto dettagliato di Iran International, sito dissidente fondato da esuli della diaspora che si oppongono alla Repubblica islamica, secondo cui la volontà della Casa Bianca di colpire anche questi obiettivi è un segnale di una guerra che è “in espansione”.
L’attacco al ponte apre un velo su un fronte molto meno conosciuto di un conflitto sempre più ampio e che riguarda i trasporti lungo la direttrice che collega l’Iran all’Asia centrale, fini alla Russia e alla Cina. I media statali e i Pasdaran (Irgc) raccontano che missili da crociera statunitensi hanno centrato il ponte ferroviario Aq Tekeh Khan vicino ad Aqqala, nella provincia di Golestan, la mattina dell’8 luglio scorso, danneggiando la linea ferroviaria Gorgan-Incheh Borun. La struttura è parte della connettività ferroviaria settentrionale del Paese col Turkmenistan e le più ampie reti del continente, rendendolo rilevante per la logistica militare, il commercio civile, la resilienza alle sanzioni e le rotte di transito alternative. Se confermato, il raid mostra che gli snodi di trasporto stanno diventando “risorse strategiche”, laddove la pressione sulle infrastrutture a duplice uso può interrompere la connettività senza concentrarsi solo sui siti militari convenzionali.
L’importanza del ponte
Il ponte Aq Tekeh Khan si trova sulla ferrovia Gorgan-Incheh Borun, un segmento chiave che collega l'interno dell’Iran al suo confine nord-orientale con il Turkmenistan. Incheh Borun funge da importante passaggio a livello e porto franco nella provincia del Golestan, che si collega a sud con la rete ferroviaria nazionale iraniana e a nord con il corridoio Kazakistan-Turkmenistan-Iran inaugurato nel 2014. La rete viaria si estende dal Kazakistan attraverso il Turkmenistan fino alla Repubblica islamica, fornisce un collegamento via terra tra l’Iran e l'Asia centrale, estendendosi poi alla Russia, alla Cina e ai mercati eurasiatici più ampi.
Inoltre, essa integra anche l’International North-South Transport Corridor (Inst) e si sovrappone alle ambizioni della Belt and Road Initiative cinese, offrendo al contempo alternative alle rotte marittime vulnerabili. Per Teheran questa arteria ferroviaria settentrionale è strategicamente preziosa perché espande l’accesso agli stati dell’Asia centrale ricchi di risorse e supporta i flussi di transito meno esposti ai punti di soffocamento del Golfo, dallo Stretto di Hormuz a quello di Bāb el-Mandeb, altrettanto strategico che collega il Golfo di Aden al mar Rosso. Anche i treni merci provenienti dalla Cina si sono spostati lungo i corridoi correlati, sottolineando il ruolo della rotta nel più ampio commercio eurasiatico est-occidentale.
Infrastrutture e sanzioni
I danni al ponte Aq Tekeh Khan e ai servizi ferroviari associati potrebbero limitare la capacità di Teheran di spostare merci, carburante, attrezzature e materiali strategici lungo il suo corridoio settentrionale. La connettività ferroviaria settentrionale diventa particolarmente importante quando i porti meridionali o lo Stretto di Hormuz affrontano pressioni militari o politiche. In tali condizioni, la capacità dell’Iran di mantenere rotte terrestri alternative attraverso l’Asia centrale, la regione del Caspio e la Russia diventa parte della propria programmazione strategica.
Del resto la Repubblica islamica ha trascorso anni a sviluppare corridoi terrestri con l’Asia centrale, Mosca, Pechino e regione del Caspio per ridurre la dipendenza dalle rotte marittime esposte a sanzioni, sorveglianza e possibile interdizione. La ferrovia Kazakistan-Turkmenistan-Iran e le rotte collegate all’Instc sono fondamentali per tale strategia, consentendo entrate di transito, commercio regionale e accesso a mercati in cui l’applicazione delle sanzioni potrebbe essere meno diretta. Gli attacchi a tali infrastrutture potrebbero quindi essere destinati a erodere la resilienza delle sanzioni occidentali all’Iran aumentando i rischi operativi per i partner e scoraggiando l’uso dei corridoi durante i periodi più caldi di conflitto.
Conseguenze regionali
Infine, il raid mirato al ponte di Aq Tekeh Khan riveste potenziali implicazioni per il Turkmenistan, il Kazakistan e altri stati dell’Asia centrale. Questi Paesi hanno investito in rotte di transito diversificate attraverso il territorio iraniano per raggiungere i porti del Golfo e i mercati globali, riducendo al contempo la dipendenza dai corridoi controllati dalla Russia o dalla Cina. Se le rotte interne alla Repubblica islamica sono ormai considerate come vulnerabili durante il conflitto, i governi e gli operatori commerciali possono rivalutare la loro affidabilità.
Per la Cina, inoltre, l’interruzione repentina dei corridoi collegati all’Iran aggiunge incertezza alle catene di approvvigionamento sulle lunghe percorrenze che collegano l’Asia orientale, l’Asia centrale e il Medio oriente. Discorso analogo per Mosca, che ha rafforzato nel recente passato i legami logistici con Teheran: analisti ed esperti ritengono che i danni alle infrastrutture e alle vie di trasporto iraniane potrebbero “complicare” le vie di accesso a sud. Il raid mostra come “le infrastrutture siano diventate parte della moderna competizione strategica”. In conclusione, l’attacco statunitense dei giorni scorsi rafforza la “sfida di proteggere le reti commerciali costruite per resistere alle sanzioni e alle pressioni sull’accesso marittimo”. E dimostra anche che la politica dei corridoi commerciali, dalla Via della Sera (Bri) all’Instc, è sempre più “modellata non solo dal commercio ma anche dai rischi militari”. “Se ciò portErà a infrastrutture rinforzate, cambiamenti nella pianificazione commerciale regionale o rinnovata pressione per la de-escalation rimane incerto, ma l'importanza simbolica e pratica del ponte - conclude l’analisi di Iran International - ora si estende ben oltre la provincia di Golestan”.














