Studiosi islamici: l’Iran eviti scontri religiosi tra musulmani

L’Unione internazionale degli studiosi islamici è intervenuta nella controversia che oppone sunniti e sciiti a proposito delle accuse di “invasione” rivolte a questi ultimi.

Doha (AsiaNews/Agenzie) – L’Unione internazionale degli studiosi islamici ha chiesto all’Iran di prevenire scontri religiosi e sunniti e sciiti. La richiesta è contenuta in una dichiarazione resa pubblica al termine di una riunione a porte chiuse dell’organizzazione svoltasi in Qatar ed alla quale ha preso parte l’iraniano ayatollah Mohamad Ali Tashkiri, che è il vicepresidente dell’Unione, che è presieduta dal sunnita Sheikh Yusuf Qaradawi.

 

La richiesta alla “repubblica islamica dell’Iran” è quella “di assumere le sue responsabilità per spegnere sedizioni settarie ed estinguere le fiammate di tali scontri”. Il riferimento fa seguito ad una controversia nella quale il mese scorso è entrato lo stesso Qaradawi, che è egiziano. Oltre ad aver definito eretici gli sciiti – qualifica che le due correnti islamiche si scambiano reciprocamente - li ha accusati di “invadere” le società sunnite.

 

I sunniti sono la componente maggioritaria dell’islam mediorientale, mentre gli sciiti sono in maggioranza in Iran ed Iraq e sono significativamente presenti in Libano. Preoccupazione sul proselitismo sciita in territori tradizionalmente sunniti sono state espresse da diversi esponenti politici. E in occasione dell’incontro di Doha, a quanto riferito da Qaradawi , egli ha risposto alle critiche di Tashkiri e di un altro esponente sciita, il libanese Mohammed Hussein Fadlallah a proposito delle sue parole sulla “invasione”. Ora l’Unione afferma la “necessità di reciproco rispetto” e invita a fermare ogni tentativo di “diffondere una fede in regioni dominate dall’altra fede.

 

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