Tehran, oltre 200 arresti nelle manifestazioni contro il regime

La polizia in borghese ha caricato i manifestanti su furgoni, picchiandoli con manganelli e bastoni. Arresti e scontri anche in altre città del Paese. Migliaia di giovani dell’Onda si erano riuniti lo scorso 1°marzo per protestare contro l’arresto dei leader dell’opposizione Mousavi e Kharroubi.

Tehran (AsiaNews/Agenzie) – Le forze di sicurezza iraniane hanno arrestato oltre 200 manifestanti durante le proteste contro gli arresti domiciliari di Mir Hossein Mousavi e Mehdi Kharroubi, oppositori di Ahmadinejad, avvenute lo scorso 1° a Tehran e in altre città del Paese. È quanto afferma l’Organizzazione iraniana per la difesa dei prigionieri politici.

Secondo il gruppo, centinaia di poliziotti in borghese hanno isolato i manifestanti diretti in piazza Azadi – luogo della manifestazione – e li avrebbero caricati a forza su furgoni neri. “La polizia – afferma una fonte locale – ha buttato dentro i furgoni uomini e donne e li ha picchiati con i manganelli anche mentre erano a bordo”.

Siti vicini all’opposizione sottolineano che altri 40 arresti sono avvenuti nella città Isfahan (340 km sud di Tehran).

Sulla scia della rivoluzione dei gelsomini, i giovani dell’Onda verde si sono dati appuntamento nella capitale lo scorso 1° marzo per marciare da piazza Imam Hossein alla piazza Azadi, in seguito all’arresto illegale dei leader dell’opposizione Mousavi e Kharrubi. Le manifestazioni hanno coinvolto non solo Tehran, ma anche altre città iraniane tra cui Shiraz, Esfahan, Mashhad, Karaj, Semnan, Tabriz e Kermanshah, subito invase da sciami di polizia anti-sommossa, guardie speciali e forze di sicurezza in borghese. Un'altra manifestazione è in programma per il 15 marzo.

Oggi, in una conferenza stampa,  Amir Ardeshir Arjomad, avvocato di Mousavi, ha affermato che “se il governo continua a negare l’arresto dei due leader dell’opposizione significa che ha paura della reazione della gente”. Egli sottolinea che "nessuno sa dove sono detenuti, e le dichiarazioni dei funzionari di governo sono contraddittorie". Arjomad ha aggiunto che dopo due anni, il regime non è ancora riuscito a spegnere l’Onda verde, nonostante l’arresto dei leader del movimento, dei capi dei partiti politici, studenti universitari e giornalisti. “Le manifestazioni di piazza – ha continuato - non sono l'unico mezzo di protesta. Infatti, siamo in grado di creare reti locali tra la popolazione per aiutare la resistenza civile con sit-in e scioperi in tutto il Paese".

A tutt’oggi l’ayatollah Ali Khamenei  continua a ripetere che le rivolte in Medio oriente sono state ispirate dalla rivoluzione islamica iraniana del 1979 e non dal desiderio di democrazia. Il governo nega gli arresti di Moussavi e Kharrubi e le manifestazioni dell’Onda verde, bollando le notizie come propaganda contro il regime.  

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