Yemen, Onu: gennaio ‘record’ per vittime civili da scoppio conflitto

Due alti funzionari delle Nazioni Unite lanciano l’allarme sull’escalation della guerra. Sale a 91 morti il bilancio del raid aereo saudita al carcere di Saada. Sempre più obiettivi civili (scuole, ospedali, centrali) coinvolti negli attacchi. Gli Houthi perdono il controllo di un distretto a Marib.

di Dario Salvi

Sana’a (AsiaNews) - L’escalation di violenze registrato nelle ultime settimane nello Yemen ha raggiunto livelli “allarmanti” ed è “quasi certo” che a gennaio 2022 si registrerà il numero record di vittime civili dall’inizio del conflitto. A puntare l’attenzione sui morti sono Hans Grundberg, inviato speciale Onu, e il collega per gli Aiuti umanitari delle Nazioni Unite David Gressly, che in una nota congiunta ribadiscono la condanna espressa dal segretario generale per il raid aereo della coalizione araba a guida saudita. Il bilancio aggiornato dell’attacco alla prigione di Saada è di 91 vittime e 226 feriti, il peggior incidente che ha coinvolto civili negli ultimi tre anni. 

Nelle ultime settimane, attacchi aerei e missilistici hanno colpito ospedali, infrastrutture di telecomunicazione, aeroporti, una centrale idrica e una scuola. Al contempo si è registrata una recrudescenza delle violenze Houthi - con razzi e droni - verso gli Emirati Arabi Uniti (Eau) e l’Arabia Saudita che hanno provocato vittime civili e danni alle infrastrutture. Secondo l’inviato speciale Onu, l’escalation sta esacerbando una già grave crisi umanitaria e complica le operazioni di soccorso. A dicembre il Programma alimentare mondiale (Wfp) ha affermato che si stanno esaurendo i fondi per l’assistenza a 13 milioni di poveri e bisognosi nel Paese.

Grundberg e Gressly ricordano inoltre l’importanza di punire le “violazioni” al diritto umanitario internazionale ed è altrettanto necessario riallacciare i dialoghi fra le parti nel tentativo di raggiungere una tregua. Nell’interesse del popolo yemenita, concludono i due funzionari Onu, “esortiamo tutte le parti a impegnarsi immediatamente e senza condizioni” negli sforzi profusi in direzione della pace. 

Tuttavia, a dispetto degli appelli sul terreno si continua a combattere e gli Houthi sembrano perdere terreno soprattutto a Marib, un’area strategica e ultimo avamposto governativo nel nord con enormi risorse nel sottosuolo, dove i ribelli sciiti sono stati cacciati dal distretto meridionale di Harib. La battaglia si è consumata nelle ultime ore e ha visto la vittoria della Brigata dei giganti, milizia addestrata e sostenuta dagli Emirati e che ha risposto al lancio di missili verso Abu Dhabi.

Secondo una nota del gruppo, “centinaia sono stati uccisi e feriti su entrambi i fronti” nel corso di uno scontro che durava da due settimane e ha registrato un improvviso inasprimento. Le Brigate affermano inoltre di aver messo in sicurezza il vicino governatorato di Shabwa, mentre a oggi non si registrano commenti ufficiali da parte degli Houthi. 

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