Giovane autista cristiano rapito sulla strada per Mosul

Il sequestro avvenuto lo stesso giorno del rilascio degli 8 studenti e professori cristiani rapiti mercoledì scorso. Il ragazzo con il suo lavoro mantiene una famiglia di circa 10 persone. Nei villaggi cristiani del nord sempre più a rischio la sicurezza.

Mosul (AsiaNews) – Sono liberi i 3 professori e i 5 studenti cristiani rapiti lo scorso 20 giugno nella Piana di Niniveh, nord Iraq, mentre viaggiavano su un pulmino che li riportava da Mosul a  Qaraqosh. Il rilascio è avvenuto ieri mattina a Mosul, ma già nella tarda serata il sito Ankawa.com riportava il sequestro di un altro giovane cristiano, un autista che lavora fra Alqosh, Mosul e Baghdad. Nadir Mansour Koja, questo il nome del ragazzo, stava percorrendo la strada che collega la capitale a Mosul quando è stato rapito. Il giovane mantiene con il suo lavoro la moglie, 3 figli, i genitori e due sorelle rimaste vedove con prole.

Fonti della comunità cristiana locale sono convinte che primo scopo di questi gesti sia l’interesse economico legato al riscatto; allo stesso tempo vi individuano un forte messaggio: “Possiamo colpirvi ovunque, anche dove pensate di aver trovato riparo”, in un chiaro riferimento all'idea di un safe heaven, un'enclave per i cristiani nella Piana di Ninive. Sempre più cristiani negli ultimi anni sono migrati dalle zone pericolose come Baghdad e Mosul verso i villaggi del nord, ma la sicurezza ormai vacilla anche qui.

A Qaraqosh, poco distante da Mosul, i cristiani si organizzano come possono per tutelarsi. I leader siro-cattolici, riporta l’agenzia Compass, hanno organizzato una “guardia” di circa 1200 uomini che, su base volontaria, controllano il perimetro del villaggio 24 ore su 24 con turni di 6 ore. Uomini armati controllano tutto il traffico in entrata ed in uscita, ed a volte accompagnano gli sconosciuti nelle loro visite.

I recenti sequestri hanno indotto ad interrompere una importante iniziativa promossa dalla Chiesa siro-cattolica: una linea giornaliera di autobus che trasporta gli studenti universitari a Mosul; proprio su uno di questi autobus viaggiavano gli 8 cristiani rapiti questa settimana. Un sacerdote ha dichiarato che l’iniziativa sarà fermata, perché è un bersaglio troppo evidente per i terroristi e per le bande alla ricerca di denaro.

 

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