Baghdad (AsiaNews/Agenzie) - Secondo un articolo pubblicato recentemente sul Telegraph, le milizie dell'internazionale fondamentalista presenti in Iraq possono contare sull'appoggio di 2000 mujahideen provenienti dai paesi confinati. La maggior parte dei combattenti entrerebbe in Iraq dalla Siria dove numerosi dirigenti del Bath iracheno avrebbero creato, con l'aiuto di alcune moschee di Damasco, una rete di finanziamento per i volontari che intendono andare a combattere in Iraq. Un'ulteriore conferma di questi movimenti clandestini dei gruppi islamici radicali arriva da personalità ecclesiali di Baghdad. Essi hanno dichiarato ad AsiaNews che "ogni giorno militanti islamici e terroristi provenienti da Siria, Araba Saudita e Iran vengono arrestati in Iraq".
La rete terroristica sarebbe finanziata da un gruppo capeggiato da Omar Sibawi Ibrahim, parente di Saddam Hussein e dirigente dei servizi segreti e del ministero degli interni iracheno negli anni del regime. Questa ipotesi è stata confermata anche da Gen Ali Sa'ad, ex comandante di una divisione dell'esercito iracheno, che ha detto: "Molti membri del regime di Saddam come ad esempio Omar Sibawi stanno finanziando la resistenza irachena con l'aiuto di alcune moschee della capitale siriana". Secondo alcune testimonianze raccolte a Damasco le famiglie dei combattenti ricevono circa 3000 dollari dalle moschee come compenso per il loro contributo alla resistenza irachena










