Il Papa prega per la conversione di chi perseguita i cristiani iracheni

In un messaggio al cardinale Delly, Benedetto XVI assicura la sua preghiera e la sua vicinanza spirituale alle comunità cattolica e ortodossa colpite dagli attentati. Appello del patriarca allo “spirito di tolleranza”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Vicinanza spirituale alla comunità cristiana di Baghdad colpita da una serie di attentati è stata espressa da Benedetto XVI, che aggiunge di pregare per gli autori dei gesti, affinché i loro cuori si convertano.

 

Nel messaggio, a firma del cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, e indirizzato al cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei, il Papa assicura la sua preghiera e la sua vicinanza spirituale alle comunità cattolica e ortodossa della capitale irachena. Il Papa - si legge nel messaggio - "prega per una conversione del cuore degli autori della violenza e incoraggia le autorità a fare tutto il possibile per promuovere una coesistenza giusta e pacifica di tutti i settori della popolazione irachena".  

Nel dare notizia del messaggio papale, L’Osservatore romano scrive poi che “le autorità irachene e i rappresentanti religiosi - che pure, nei giorni scorsi, avevano sottolineato con gioia il ritorno a un clima apparentemente più sereno - temono che gli attentati delle ultime ore possano scatenare una nuova ondata di violenza settaria nel Paese. ‘Siamo dispiaciuti per ciò che sta accadendo in Iraq - ha affermato, in una dichiarazione diffusa nella notte dalla televisione irachena, il cardinale Delly - perché sono oggi obiettivo degli attentati luoghi che, in passato, come durante la guerra, servivano da rifugio per cristiani e musulmani’. Il porporato ha condannato gli attacchi contro le chiese cristiane e le moschee e ha lanciato un appello a mantenere lo “spirito di tolleranza’”.

 

Da parte sua, il procuratore della chiesa caldea presso la Santa Sede, monsignor Philip Najim, ha dichiarato che “vogliono far sparire i cristiani dall'Iraq ed è chiaro che non si tratta di episodi legati alla resistenza contro un invasore, ma di un processo violento che mira a rallentare lo sviluppo del Paese, la sua pacificazione. Si vuole un Iraq debole, sottosviluppato, che con la scomparsa della sua componente cristiana perderebbe una parte importante della società”.

 

A Mosul, intanto, da ieri è in vigore il coprifuoco per i veicoli nei quartieri a prevalenza cristiana, proprio per prevenire altri attacchi del terrorismo.

 

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