Kirkuk, i cristiani si uniscono per fare sentire la loro voce

Nasce il Consiglio per i cristiani, organismo rappresentativo delle comunità cristiane in città. Il presidente, l’arcivescovo caldeo mons. Sako, spiega: “Lo scopo è creare un interlocutore unico con le autorità e i fratelli musulmani, ma non vogliamo essere un partito politico”.

Kirkuk (AsiaNews) – Divisi a livello nazionale, non rappresentati in modo adeguato politicamente e indeboliti dalla massiccia emigrazione, i cristiani iracheni provano a fare fronte comune per meglio far sentire le loro esigenze. L’iniziativa per ora è limitata a Kirkuk. Il progetto è quello del “Consiglio per i cristiani” presieduto temporaneamente dall’arcivescovo caldeo mons. Louis Sako, che nella multietnica città del nord avrà il compito di dialogare con autorità politiche e promuovere la convivenza pacifica con i "fratelli musulmani".

 

L’idea è maturata dopo la serie di attentati che i primi di gennaio hanno colpito obiettivi cristiani in tutto l’Iraq. Lo stesso presule spiega ad AsiaNews che il nuovo organismo, appoggiato anche dal presidente iracheno Talabani, unirà caldei, assiri, siro-cattolici, siro-ortodossi e ortodossi armeni e sarà la loro “voce comune”. Il Consiglio si riunirà una volta al mese e sarà composto da 30 membri tra clero e laici. Mons. Sako spiega che in questa fase di avvio sarà lui a ricoprire l’incarico di presidente, ma più in là vorrebbe affidare il compito ad un laico.

 

“La comunità cristiana ha accolto con gioia la creazione del Consiglio – racconta l’arcivescovo – e spero che anche altre città seguano l’esempio di Kirkuk”. Secondo mons. Sako, quello che rende più grave il problema dei cristiani in Iraq è la mancanza di coesione all’interno della comunità e di prospettive e proposte comuni. “Lo scopo principale – aggiunge – è creare un fronte comune dei cristiani; se abbiamo domande o problemi dobbiamo essere uniti nello studiare e proporre al governo soluzioni”. Il presule tiene a chiarire, però, che il neonato Consiglio “non è una formazione politica, non rappresenta alcuno schieramento e non ha intenzione di interferire con il lavoro dei partiti”.

 

A Kirkuk, su una popolazione di un milione di abitanti, i cristiani sono 12mila. Negli ultimi anni la città ha assorbito anche parte del flusso dei profughi interni, che da zone più pericolose come Baghdad o Mosul cercano rifugio al nord.

 

La città ha di recente ricevuto la solidarietà dei cristiani europei. Una delegazione di 12 membri dei Pax Christi Francia-Italia ha visitato l’arcidiocesi lo scorso 17 febbraio. Il gruppo, guidato dal vescovo francese mons. Marc Stenger, si è recato anche nei villaggi cristiani della Piana di Niniveh e nel Kurdistan iracheno.

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