L'imam Muqtada Al-Sadr minaccia di lanciare l'Intifada

L'imam Muqtada Al-Sadr minaccia di lanciare l'Intifada

Baghdad (AsiaNews) –  L'Ufficio stampa del  giovane leader sciita Muqtada Al-Sadr ha lanciato oggi una minaccia di rivolta esplicita contro le truppe straniere in Iraq. Muqtada al-Sadr è figlio dell'ayatollah Mohamed  Sadeq Al Sadr, assassinato 5 anni fa dall'ex-regime iracheno. Nel comunicato si legge: "Avvertiamo e consigliamo tutti che il popolo iracheno, dietro l'apparente apatia, è in attesa e vigila, ed è capace di schiacciare i propri nemici. Sono ancora freschi i ricordi della rivoluzione degli anni '20i (contro il colonialismo britannico - ndr) e l'Intifada Sha'abaniya" ( rivolta sciita del 1991, scoppiata nel sud nel mese islamico di Sha'aban e soffocata da Saddam Hussein -  ndr).

L'Imam Al Sadr, 24 anni, acerrimo nemico dei cristiani, di Israele  e dell'Occidente, è la persona più ombrosa della scena irachena post-Saddam. Capo di un movimento senza nome, chiamato in modo generico il Movimento Sadr, possiede un braccio armato ("esercito di Al-Mahdi") e ha sede nel quartiere popolare di Al-Thawra, a Baghdad. Il programma politico del Movimento Sadr  è uno dei manifesti più integralisti in Iraq; un programma contrario alla laicità ed alla cultura occidentale. Contrariamente all'ayatollah Al-Sistani, suo più grande rivale, l'Imam Sadr non ha mai pronunciato la parola "democrazia" nelle sue omelie né ha mai fatto accenno ad un'eventuale possibile convivenza con le altre minoranze etniche o religiose del paese. Il 29 gennaio scorso il Consiglio Governativo Provvisorio (CGP) iracheno ha aperto un'inchiesta circa l'esistenza di un carcere privato diretto da Al-Sadr nel quale sono detenute persone, giudicate in base alla Sharia'a. Finora non si conosce alcuna conclusione dell'inchiesta.

Diversi mesi fa Al-Sadr di è recato in visita in Iran dove è stato accolto con molto onore dall'Ayatollah Khamenei e da Hashemi Rafsanjani. Secondo fonti arabe, Khamenei avrebbe paragonato Al Sadr a Hassan Nasrallah, capo degli Hezbollah libanesi, augurandogli di cacciare gli americani dall'Iraq "come gli Hezbollah hanno cacciato Israele dal Libano".

Le minacce odierne di Al-Sadr sono la risposta alle dichiarazioni del governatore civile Paul Bremer che, nel corso di una visita a Karbala'a (città sacra degli sciiti a 110 Km a sud di Baghdad) lunedì 15 febbraio, ha detto che "non intende accettare una costituzione in cui l'islam è la fonte principale della legislazione come viene richiesto da alcuni membri del CGP".

"Queste dichiarazione – si legge nel comunicato di Al-Sadr – dimostrano il forte odio nei confronti dell'Islam e il tentativo di arginare le aspettative di molti iracheni per una costituzione basata sull'islam come fonte principale di legislazione", e conclude sottolineando "la natura islamica del popolo iracheno",  anche se molti di loro "non seguono gli insegnamenti della religione nel loro stile di vita".

La tendenza a islamizzare la società irakena è presente in tutto il mondo sciita. Anche se vi sono diverse fazioni in lotta fra loro, vi è convergenza su questo punto. Proprio ieri a Najaf (160 Km a sud di Baghdad), Sadr Addin Al-Kanbagi, rappresentante del Consiglio Supremo della Rivoluzione Islamica in Iraq ha detto : "L'autorità appartiene oggi al popolo, questo significa che noi non siamo tenuti ad assimilare le idee importate dall'estero da migliaia di chilometri da qui".

Anche Abdel-Mahdi Al-karbala'i, vice dell'ayatollah Al-Sistani, commentando la posizione di Bremer ha detto: " l'Islam è la base della legislazione; questo è un diritto naturale dal momento che siamo una maggioranza musulmana contro una manciata di  poche altre religioni".(PB)

 

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