Mesto Natale in Iraq. Mons. Sako: “Resisteremo e resteremo”

Molte le funzioni liturgiche cancellate; niente decorazioni natalizie, e nessuna celebrazione nelle ore di buio. Il primo Ministro iracheno definisce “crimine contro l’unità nazionale” gli attacchi ai cristiani. Un appello alla pace e alla solidarietà fra etnie e religioni diverse, e un messaggio di speranza da parte dell’arcivescovo di Kirkuk.

Kirkuk (AsiaNews/Agenzie) – Un Natale di paura e di tristezza per i cristiani iracheni, nel ricordo dei martiri uccisi il 31 ottobre nella cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso di Baghdad. Molte messe cancellate, in tutto il Paese, e grandi misura di sicurezza. Ma anche la determinazione a restare, espressa in un messaggio inviato anche ad AsiaNews dall’arcivescovo di Kirkuk Louis Sako. Secondo Middle East Concern le celebrazioni sono state abolite a seguito di minacce postate su siti web di gruppi islamici. “La decisione è stata presa dopo che le minacce sono state ripetute martedì 22 dicembre. Le chiese a Baghdad Mosul e Kirkuk hanno deciso di non affiggere decorazioni natalizie e hanno cancellato le funzioni nelle ore di buio”.

Il primo Ministro Nouri al-Maliki ha chiesto ai cristiani di non farsi scacciare dall’Iraq. “I tentativi di allontanare i cristiani dalla loro patria, a cui appartengono da secoli, è un grande crimine contro l’unità nazionale” ha scritto nel suo messaggio di auguri il 25 dicembre.  Ma molte chiese a Mosul non hanno tenuto celebrazioni; e a Basra le strade che conducevano alle chiese erano chiuse con filo spinato, e gli edifici erano circondati dalle forze di sicurezza.

In questo quadro cupo l’arcivescovo di Kirkuk ha voluto parlare di speranza. “Finché ci sosteniamo gli uni con gli altri: arabi, kurdi e turcomanni, musulmani e cristiani, resisteremo e resteremo, perché l’Iraq senza di noi perderebbe la sua bella multi-identità. Resteremo perché siamo impegnati nell’amore e nella solidarietà gli uni verso gli altri. Questa è la strada verso la resurrezione, la vita e il rinnovamento”.

Mons. Sako ha ricordato il 31 ottobre: “Viviamo in Iraq oggi un’esperienza dolorosa, che è culminata nel massacro di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, che ha scioccato sia i cristiani che i musulmani; ma siamo determinati a resistere ad affrontare questo cimento. Non cederemo alla tentazione e alla frustrazione perché la vita è un dono di Dio ed è più grande delle mani del male che vogliono distruggerla”.

“Se torniamo all’essenza della religione e alle nostre comuni radici umane, inevitabilmente ci ritroveremo fratelli in eguaglianza, giustizia e solidarietà. Allora il pericolo svanirà e la vita rifluirà abbondante. Questa è la Buona Novella di Natale, la nascita di Gesù Cristo con il suo messaggio di speranza: gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace sulla terra”.  

 Il presule di Kirkuk ha chiuso il suo messaggio con un appello alla pace: “La pace è il fondamento di ogni bene: la chiediamo pregando e la facciamo vivere con la solidarietà e l’amore reciproco. Allora accadrà il miracolo e avremo pace sulla terra per gli esseri umani e la gloria di Dio nei cieli. Noi crediamo che Dio è il Signore di tutto, anche di ciò che sembra impossibile”.

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