Mosul, nuove violenze anticristiane. Uccisioni e torture

Chourik Bagrad, 36 anni, è stato massacrato con colpi di arma da fuoco alla testa. Nella notte di Capodanno è stato sequestrato un altro fedele cristiano: egli è stato rilasciato dietro pagamento di un riscatto di 50mila dollari. Fonti di AsiaNews riferiscono che Mosul è un “vulcano pronto a esplodere”.

Mosul (AsiaNews) – Il corpo senza vita di un cristiano è stato ritrovato ieri dall'esercito a Mosul (nord Iraq). Il cadavere di Chourik Bagrad, 36enne dipendente di una tipografia, era abbandonato in mezzo a una strada nella parte orientale della città.

Fonti di AsiaNews a Mosul – città di un milione e mezzo di abitanti, 360 km a nord di Baghdad – confermano che si è trattato di una vera e propria esecuzione: l’uomo è stato ucciso con diversi colpi di arma da fuoco alla testa e poi è stato gettato in una stradina del quartiere di al-Bakr. Il corpo è stato prelevato dagli agenti e trasportato all’obitorio per l’autopsia. Chourik Bagrad era un cristiano della chiesa armena e il fratello lavora all’università di Mosul.

Le stesse fonti riferiscono anche di un sequestro ai danni di un cristiano verificatosi la notte di capodanno, sempre a Mosul. L’uomo, di cui non riportiamo il nome per questioni di sicurezza, è stato rapito e tenuto in ostaggio per quattro giorni. Egli è stato liberato solo dietro il pagamento di una somma di 50mila dollari. Durante la detenzione i sequestratori lo hanno torturato più volte. “Se non avessimo pagato il riscatto – riferisce la fonte – lo avrebbero sicuramente ucciso. Sono bande di criminali, che rapiscono solo per questioni di denaro. Vogliono i soldi dei cristiani”.

Nonostante i proclami dei governo e i rapporti in cui si parla di un migliore standard di sicurezza, Mosul resta “un vulcano in ebollizione, pronto a esplodere in qualsiasi momento”.

La situazione dei cristiani in città continua ad essere tragica. Nel solo mese di ottobre sono stati uccisi 16 fedeli e 2 mila famiglie avevano lasciato la città alla ricerca di un rifugio più sicuro. Nella zona operano bande estremiste legate ad al Qaeda, che uccidono i cristiani, ne distruggono le case e le proprietà, li minacciano con lettere, attentati e sequestri. Una campagna di odio orchestrata ad arte per farli fuggire dalla loro terra d’origine.

Nel 2007 è stato sequestrato e ucciso mons. Paulo Farj Rahho, vescovo caldeo della diocesi, il cui corpo è stato rinvenuto privo di vita il 13 marzo in un terreno abbandonato poco fuori la città. Durante l’agguato, che ha preceduto il sequestro del presule, sono morti i tre uomini che erano con lui e fungevano da scorta, massacrati dai terroristi. Sempre nel 2007 i morti registrati nella comunità cristiana irachena a Mosul sono stati 13: fra di loro ricordiamo p. Ragheed Gani trucidato il 3 giugno, e altri due preti.(DS)

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