Nassiriya, impiccati 38 ‘terroristi appartenenti ad Al Qaeda e a Daesh’

L’esecuzione è avvenuta alla presenza del ministro della giustizia. I condannati sarebbero tutti irakeni, ma si parla anche di un cittadino svedese. L’Iraq al quarto posto nel mondo per l’uso della pena capitale, dopo Cina, Iran, Arabia saudita.

Baghdad (AsiaNews/Agenzie) - Trentotto jihadisti “appartenenti ad Al Qaeda e a Daesh [acronimo dello Stato islamico]”, già condannati a morte per “terrorismo”, sono stati impiccati ieri nella prigione di Nassiriya, nel sud del Paese. La nazionalità dei 38 è irakena, ma vi sono voci che fra essi vi sia anche un cittadino svedese.

Nella stessa prigione, lo scorso 25 settembre è stata eseguita la condanna a morte per altri 42 “terroristi”. Le esecuzioni sono avvenute alla presenza del ministro della giustizia Haidar al-Zamili, dopo la conferma della condanna e dopo decisione del consiglio di presidenza del Paese.

Organizzazioni internazionali contro la pena di morte criticano l’uso troppo facile della pena capitale in Iraq.

Lo scorso anno nel Paese sono state eseguite 88 condanne a morte; 26 nel 2015. Secondo Amnesty International, l’Iraq è al quarto posto per numero di condanne a morte dopo Cina, Iran, Arabia saudita.

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