Premier iracheno assicura il Vaticano: "protezione e giustizia” per i cristiani

Dopo gli attacchi coordinati dell’Epifania contro conventi e chiese a Mosul e Baghdad, il premier al-Maliki incontra il nunzio Chullikat: condanna degli attacchi e garanzia di protezione. Dure parole anche del vice presidente al-Hashemi. E il primo ministro invita il Papa in Iraq.

Baghdad (AsiaNews/Agenzie) – Il premier iracheno Nuri al-Maliki ha assicurato l’impegno del suo governo nella protezione dei cristiani in Iraq, in seguito agli attacchi coordinati a chiese e conventi del 6 gennaio scorso. Ieri nel suo incontro con il nunzio vaticano, mons. Francis Assisi Chullikatt, il primo ministro ha condannato gli attentati dell’Epifania a Mosul e Baghdad e ha garantito che i responsabili verranno individuati e puniti.

 

Un comunicato dell’ufficio di al-Maliki sottolinea, inoltre, il desiderio del governo iracheno di promuovere “i forti legami di amicizia con le comunità cristiane” e ribadisce che la “convivenza pacifica è possibile”. Il premier ha voluto ricordare al rappresentante della Santa Sede che “cristiani e musulmani sono uniti nel fronteggiare terroristi e fuorilegge” e che le violenze nel Paese “colpiscono tutti i gruppi religiosi”. Al-Maliki aveva già promesso protezione e giustizia ai cristiani iracheni lo scorso ottobre, dopo la denuncia del Patriarca caldeo, card. Emmanuel III Delly, dei sistematici attacchi contro chiese e istituzioni cattoliche nel Paese.  

 

Parole di “condanna e denuncia per gli attentati terroristici” di domenica scorsa sono arrivate anche dal vice presidente iracheno, Tareq al-Hashemi. In una dichiarazione ufficiale sul suo sito internet, il vice capo di Stato esprime la sua “vicinanza ai fratelli cristiani” e dice di volere combattere insieme “questi ingiusti attacchi che hanno trasformato le celebrazioni in dolore e preoccupazione”.

Commentando gli attentati dinamitardi, che non hanno fatto vittime, il nunzio in Iraq e Giordania li ha definiti “una triste novità che non fa stare tranquilli” e ha voluto sottolineare che “se gli stessi attentati fossero stati portati a termine solo alcune ore prima, sarebbe stata una strage spaventosa”.

In conferenza stampa, infine, il portavoce del governo, Ali al-Dabbagh, ha riferito di un invito del primo ministro a Benedetto XVI per visitare l’Iraq.


(Nella foto: una delle chiese colpite il 6 gennaio 2008; da ankawa.com)

 

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