Baghdad (AsiaNews/Agenzie) "È un giorno storico sono fiducioso che sabato riusciremo a ottenere un largo consenso sulla Costituzione strumento che rafforzerà la coesione del popolo iracheno". Lo ha dichiarato, oggi il presidente irakeno Talebani in una conferenza stampa congiunta con il presidente del Parlamento, Hajim al Hasani, il vice, Ghazi al Yawar, entrambi sunniti, e con Abdel Aziz Hakin, a capo del maggiore partito sciita, il Consiglio supremo della rivoluzione islamica in Iraq (Sciri).
L'accordo raggiunto tra i rappresentati delle 3 principali comunità etnico-religiose irakene è stato raggiunto solo pochi giorni prima del referendum che il 15 ottobre sottoporrà alla consultazione popolare la nuova costituzione. Ieri sera il Partito islamico, principale organizzazione politica sunnita, ha invitato i propri elettori a votare "Si". Proprio i sunniti sono stati finora l'incognita più grande nel processo politico irakeno: contrari soprattutto al federalismo stabilito dalla Costituzione, avevano fin dall'inizio invitato a boicottarla.
"Abbiamo raggiunto un'intesa e chiediamo di votare sì al referendum che si svolgerà il 15 ottobre", ha spiegato ieri il portavoce del Partito Islamico, Ayad Sammarai; egli ha poi specificato che altri gruppi sunniti hanno approvato l'accordo. Tra questi lo Ahl al Sunna e il Waqf.
Secondo l'intesa, dopo le elezioni politiche di dicembre, quando sarà stato eletto il parlamento, verrà istituita una commissione che potrà cambiare la Costituzione entro un periodo di 4 mesi dall'insediamento dell'Assemblea, per poi sottoporre a referendum gli eventuali nuovi articoli.
Continua però la ferma opposizione alla Carta da parte di altre componenti sunnite, che tra ieri sera e oggi hanno ribadito il loro "no" anche dopo gli ultimi colloqui.
L'accordo di ieri indica, comunque, che una parte consistente dei sunniti punta a inserirsi nel processo politico del nuovo Iraq. Un'ampia partecipazione sunnita al referendum di sabato e un voto favorevole a larga maggioranza legittimerebbe i passi successivi del nuovo Iraq.










