Uccisi, rapiti, minacciati: vita dei cristiani a Mosul

Crescono ogni giorno le violenze ai danni della comunità; donne assassinate per strada, uomini rapiti nelle loro case, parroci che continuano a ricevere intimidazioni telefoniche.

Mosul (AsiaNews) – Non si placa il calvario della comunità cristiana di Mosul . Né il periodo natalizio, né il nuovo anno hanno portato sollievo alla prostrata comunità cristiana in Iraq. Il 2007 si è aperto con un’escalation di minacce e uccisioni. Dalla città, roccaforte sunnita, AsiaNews ha ricevuto il resoconto delle ultime due settimane, fatto di rapimenti, intimidazioni e assassini. Gli ultimi due episodi risalgono a pochi giorni fa. Alcuni cristiani del luogo raccontano che lo scorso 9 gennaio la giovane segretaria di una clinica medica di Mosul è stata uccisa senza motivo apparente, mentre stava rientrando a caso nella piccola cittadina di Bartella. Il giorno successivo, un uomo della parrocchia di San Paolo è stato assassinato sulla soglia di casa, mentre resisteva ad un tentativo di rapimento.

 

Negli ultimi 15 giorni – continuano le fonti, che chiedono l’anonimato – decine di famiglie cristiane, che ancora resistono alla tentazione di emigrare, hanno ricevuto intimidazioni telefoniche, in cui si chiede loro di pagare un “contributo alla resistenza [sunnita], pena la vita”. Poi ci sono le minacce fisiche e i sequestri di persona a scopo di lucro. La comunità ogni volta è costretta a raccogliere somme ingenti che vanno a pesare su una situazione economica già ai limiti; per di più, senza avere la certezza di rivedere in vita i propri cari.

 

Nel mirino anche le chiese. I parroci locali hanno vissuto il Natale sotto continua minaccia. A questo si aggiungono le difficoltà materiali: insicurezza nelle strade, mancanza di elettricità, carburante e il freddo da cui non si riesce a trovare scampo. Ormai i cristiani di Mosul sono convinti: “La situazione è tale che nessun governo sarà mai in grado di aiutarci”.

Prima dell’inizio della guerra nel 2003 a Mosul vivevano tra gli 80mila e i 90mila cristiani. Al momento è difficile dare stime esatte sul numero di chi è rimasto. Fonti della diocesi dicono che in media un cristiano al giorno lascia la città per non farvi ritorno.




L'insicurezza e i rapimenti dominno anche Baghdad. A causa di ciò nelle scorse settimane il Patriarcato caldeo ha trasferito in Kurdistan, il Babel College e il Seminario maggiore di San Pietro.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000