Una nuova sconfitta per l’Isis: l’esercito “controlla” Ramadi

Vi sono però ancora sacche di resistenza, anche se “molto deboli”. In programma la riconquista di Mosul. Il grande contributo di Russia e kurdi bella lotta contro lo Stato islamico, che in questi mesi ha perso il 14% del territorio sotto il suo controllo.

Baghdad (AsiaNews) – Le forze armate irakene sono in “pieno controllo” della città di Ramadi, dal maggio scorso nelle mani dello Stato islamico (SI, o Isis, o Daesh). La città, a maggioranza sunnita, è a quasi 100 km da Baghdad ed è uno snodo importante per le comunicazioni dei miliziani fra la zona siriana e quella irakena sotto lo SI.

Il portavoce del governatore di Anbar (la provincia di Ramadi) ha messo però in guardia dal proclamare la vittoria, perché esistono ancora diverse sacche di resistenza, sebbene “molto deboli”.

Ramadi era caduta nelle mani dello SI lo scorso maggio e ci sono voluti diversi mesi per approntare un assalto da parte delle truppe irakene. Si pensa che ci fossero almeno 400 miliziani dello SI a difendere la città, che ora si sospetta siano fuggiti verso nordest, ossia verso Mosul, la seconda città dell’Iraq e quasi capitale dello SI.

Il premier irakeno Haider al-Abadi ha dichiarato che l’esercito si muoverà presto per riguadagnare Mosul, conquistata con enorme facilità dallo SI nel giugno 2014.

Contro lo SI è schierata una coalizione a guida Usa già da un anno. Ma alcuni risultati sono apparsi solo in questi mesi, da quando anche la Russia, su invito della Siria, ha partecipato a raid aerei contro postazioni dello SI e contro i canali di rifornimento di truppe e armi e di vendita di petrolio delle milizie islamiche. Un altro grande contributo alla lotta contro lo SI viene dai peshmerga kurdi in Siria e in Iraq.

Secondo l’istituto specializzato Ihs Jane’s di Londra, in questi mesi lo SI ha perso il 14% del territorio che una volta controllava.

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