Vescovo curdo: vietare a chi compie 18 anni di scegliere la propria fede è contro i cristiani

Mons. Rabban al Qas critica la decisione del Parlamento, che ha respinto la modifica della controversa norma. Il minore diventa musulmano se uno dei genitori si converte e non potrà cambiare al raggiungimento della maggiore età. "Genocidio" di un Paese che non conosce libertà e rispetto. Timori anche per il Kurdistan.

Baghdad (AsiaNews) - Una legge “contro i cristiani” e le altre minoranze dell’Iraq, approvata dal governo centrale a Baghdad e che rischia di avere “ripercussioni anche nel Kurdistan”, dove finora non è ancora applicata. Una norma che “ruba il desiderio di libertà” e che “spingerà i cristiani a fuggire via, ancor più di quanto non stiano già facendo”. È quanto denuncia ad AsiaNews mons. Rabban al-Qas, vescovo di Duhok (Kurdistan irakeno), commentando la decisione del Parlamento irakeno a fine ottobre di respingere la proposta di modifica di una controversa norma in tema di libertà religiosa. “Siamo di fronte a un genocidio - aggiunge il prelato - in un Paese che non conosce libertà e rispetto, ma solo morte e leggi contro la libertà”.

Al centro della controversia la scelta dei parlamentari irakeni di respingere la proposta - formulata da esponenti cristiani, ma caldeggiata anche da colleghi di altri schieramenti e fede religiosa - di modifica della norma sulla registrazione della religione per i minori. Oggi maschi e femmine vengono considerati in modo automatico musulmani, anche se uno solo dei due genitori si converte all’islam. L’emendamento presentato prevedeva che i minori restassero della religione di nascita, per poi decidere in modo autonomo al compimento del 18 anno di età.

Una legge che restituiva dunque piena scelta e libertà all’individuo, oggi costretto a subire un vincolo che porta automaticamente a essere considerati musulmani, anche contro la propria volontà. E anche il cambio di religione in un secondo momento diventa più difficile, per una religione che punisce l’apostasia con la pena di morte. E in Iraq si va diffondendo sempre più una visione estrema dell’islam. Solo 51 i voti a favore della proposta di legge, a fronte dei 137 contrari che ne hanno determinato l’affossamento.

Interpellato da AsiaNews, il vescovo di Duhok - nell’omonimo governatorato al confine con Turchia e Siria, dove hanno trovato riparo centinaia di migliaia di cristiani fuggiti da Mosul e dalla piana di Ninive, per l’arrivo dello Stato islamico - non usa giri di parole. “”Non è solo un progetto politico, ma ci sono anche le tracce di una religione islamica che vuole eliminare le minoranze. Una fede che ti impedisce di tornare indietro o di cambiare se sei musulmano; se cambi religione, questo varrà per sempre. Una mentalità che non ha nulla di umano”. E aggiunge: “Ai cristiani non hanno solo tolto le case e i beni, ma stanno togliendo loro anche la volontà, la speranza, la libertà di fede e di scelta per il futuro”.

Nella norma emerge in modo chiaro un doppio standard, che viola in modo palese i principi individuali di libertà religiosa ed eguaglianza fra fedi, fissando la supremazia della religione musulmana a discapito della cittadinanza, della giustizia sociale, della libertà religiosa. “Prima era possibile, arrivati a 18 anni di età - commenta mons. Rabban - cambiare la religione. Ora c’è una legge che lo impedisce. Una decisione molto grave da parte del governo di Baghdad, dietro la quale vi sono pressioni di gruppi fanatici e movimenti estremisti, che hanno fatto in modo che il Parlamento respingesse la modifica”. La battaglia per il cambiamento, afferma il prelato, “non è stata sufficiente per cambiare”.

In Kurdistan, conclude mons. Rabban, questa legge “non è ancora in vigore” e la regione mantiene un aspetto “civile e lascia libertà di scelta”. Tuttavia, conclude, quello di Baghdad è “un errore grosso, e in un futuro non è escluso il pericolo che questa legge potrà riguardare anche noi”.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000