A Gaza e nella West Bank marce di protesta e lutto per l’attivista italiano ucciso

Cerimonie con bandiere palestinesi e italiane. Veglia di preghiera nella piazza della Natività a Betlemme. L’organizzazione di Arrigoni (International Solidarity Movement) rimane a Gaza.

Gaza (AsiaNews/Agenzie) – Decine di giovani palestinesi e pacifisti hanno organizzato ieri fino a sera tardi alcune marce di protesta e di lutto per ricordare l’attivista Vittorio Arrigoni, l’italiano ritrovato ucciso ieri nella Striscia.

 

A Gaza, la manifestazione è avvenuta nella piazza Jundi, dove i giovani si sono radunati portando bandiere palestinesi e italiane, insieme a grandi foto di Arrigoni. Altre manifestazioni di lutto e preghiere si sono tenute nella West Bank e a Betlemme, sulla piazza della Natività.

 

Arrigoni, 36 anni, attivista filo-palestinese, soggiornava a Gaza dal 2008 ed era conosciuto da tutta la popolazione. Il suo corpo è stato ritrovato impiccato e torturato ieri, a poche ore dalla diffusione di un video che lo ritraeva, in cui alcuni salafisti domandavano ad Hamas la liberazione di loro correligionari in cambio del rilascio di Arrigoni.

 

Ihab al – Ghoussein, portavoce del ministero degli interni di Hamas, ha espresso la sua condanna per l’esecuzione, “un crimine atroce che no riflette i nostri valori, la nostra religione, i nostri costumi e tradizioni” e ha giurato di portare davanti alla giustizia i gruppi salafiti che che nono colpevoli.

 

I gruppi salafiti presenti a Gaza dichiarano la loro innocenza.  La morte di Arrigoni, afferma Iyad Ash-Shami, uno dei leader, “non ha nulla a che fare con l’islam”. Essa potrebbe essere stata causata da “qualunque governo o Stato nel mondo”.  E aggiunge: “É il frutto naturale della politica del governo [di Hamas] contro i salafiti”.

 

I gruppi salafiti a Gaza raccolgono diverse centinaia di membri. Dal 2007 Hamas – che governa la Striscia – ha instaurato una politica dura verso di loro che accusano il movimento palestinese di essere troppo debole verso Israele e frena l’imposizione della legge islamica nella zona.

 

Nell’agosto 2009 un gruppo salafista ha annunciato a Gaza la creazione di un “emirato islamico”, ma le forze di Hamas lo hanno distrutto con un blitz uccidendo almeno 24 membri.

 

L’organizzazione a cui apparteneva Arrigoni, International Solidarity Movement, ha detto che per ora i suoi membri rimarranno a Gaza.

 

Foto: Maan

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