Attacco contro due pullman a Beersheva

P. Paul, parroco della chiesa di S. Abramo: "Purtroppo questi attacchi sono divenuti il nostro pane quotidiano".

Beersheva (AsiaNews) – Il gruppo palestinese di militanti islamici Hamas ha rivendicato due attacchi suicidi nel sud di Israele, che hanno ucciso almeno 15 persone. Poche ore dopo gli attentati, Hamas ha distribuito ad Hebron  un volantino dicendo che gli attacchi sono una vendetta per l'assassinio del loro capo spirituale Sheik Ahmed Yassin e del suo successore Abdel Aziz Rantisi, avvenuti nella primavera scorsa. Negli ultimi 4 anni Hamas ha compiuto decine di attentati suicidi.

I due bus sono scoppiati oggi a Beersheva, una città di 200 mila abitanti nel sud di Israele, facendo almeno 15 morti e 84 feriti. Questo è il primo attacco suicida palestinese nel territorio israeliano dopo almeno sei mesi. Gli autobus si sono incendiati quasi simultaneamente vicino a un importante incrocio del centro cittadino, pieno di negozi. Beersheva è circa a 40 km da Hebron e a 40 km ad est della striscia di Gaza. La gente sul luogo ha descritto scene di orrore. Secondo alcuni testimoni gli autobus erano pieni di genitori e bambini che stavano facendo le ultime compere prima del ritorno a scuola dopo le vacanze.

"Questo è il primo attacco terrorista a Beersheva" ha detto p. Paul Collin ad AsiaNews. P. Paul, 66 anni, è il parroco della comunità cattolica locale, che si raduna nella chiesa di S.Abramo. "Purtroppo, questi attacchi sono divenuti il nostro pane quotidiano. La cosa più dolorosa è che vi sono nostri vicini implicati. Il livello di violenza nel paese è molto alto. Ci aspettavamo un attacco simile da un momento all'altro", ha aggiunto.

Il Primo ministro israeliano Ariel Sharon ha detto che il suo governo non abbasserà la guardia nella "lotta contro il terrorismo". Il leader palestinese Saeb Erekat ha commentato: "L'Autorità Palestinese condanna ogni attacco che colpisce i civili, siano essi israeliani o palestinesi".

Questo è il primo attacco suicida in grande stile dal marzo scorso, quando 10 persone furono uccise in una esplosione nel porto di Ashdod. Da allora vi è stato una certa riduzione degli attacchi nella regione, uno dei periodi più lunghi nei 4 anni di Nuova Intifada palestinese.

Secondo le autorità israeliane la costruzione della barriera di sicurezza attorno alla West Bank e la serie di raid contro militanti palestinesi ha aiutato a prevenire molti attacchi.

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