Betlemme, Teofilo III celebra il Natale ortodosso. Proteste dei palestinesi cristiani

Il convoglio di Teofilo III attaccato all’arrivo in piazza della Mangiatoia. I palestinesi accusano la Chiesa greco-ortodossa di vendere terreni ad alcuni gruppi ebraici. Gli accordi risalgono al predecessore di Teofilo III. Alla messa hanno preso parte autorità palestinesi e giordane.

Betlemme (AsiaNews/Agenzie) – La basilica della Natività è il cuore, la protezione e lo scudo della città santa di Betlemme. È quanto ha detto il patriarca greco-ortodosso Teofilo III durante la messa per le celebrazioni del Natale ortodosso, tenutesi nella notte fra il 6 e il 7 gennaio.

Teofilo III ha guidato la processione della vigilia da Gerusalemme fino a Betlemme. Alla messa hanno partecipato varie personalità, fra cui il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas e il ministro giordano degli interni, Ghaleb Zu’bi.

Durante la cerimonia, il patriarca ha pregato per la pace in Medio Oriente e ribadito la vicinanza della Chiesa ortodossa alla popolazione palestinese. Un’espressione di solidarietà che giunge in un momento difficile per il patriarcato: in piazza della Mangiatoia, Teofilo III è stato accolto da una protesta di palestinesi cristiani che accusano la Chiesa greco-ortodossa di aver venduto proprietà e terreni a gruppi ebraici. Gruppi di manifestanti hanno attaccato il convoglio di Teofilo III con sassi, bottiglie d’acqua e uova all’urlo di “traditore, traditore”.

Issa Musleh, portavoce della Chiesa ortodossa, nega le accuse, affermando: “Questi sono vecchi accordi che il patriarca vuole rettificare e chiarificare, perché tutti questi vecchi contratti sono nocivi ai diritti del patriarcato e della sua congregazione”.

La controversia risale al 2004, quando tre società connesse con l'organizzazione ebraica Ateret Cohanim avevano acquistato, in virtù di un contratto di locazione a lungo termine, tre edifici della Chiesa greco-ortodossa: il Petra Hotel, l'Hotel Imperiale e un edificio residenziale nella Città Vecchia di Gerusalemme, nel quartiere vicino alla porta di Jaffa. Tale acquisizione aveva provocato le ire dei palestinesi e portato alla destituzione nel 2005 del patriarca Ireneos, predecessore di Teofilo III. Con l’attuale patriarca, la Chiesa greco-ortodossa ha avviato una battaglia legale contro l’accordo, definendolo “illegale” e “non autorizzato”. Lo scorso 1 agosto, una corte distrettuale ha respinto la posizione del Patriarcato, ora intenzionato a far ricorso alla Corte suprema israeliana.

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