Cisgiordania: via libera di Israele a centinaia di nuove case per i coloni

La decisione è stata presa dopo il massacro, nella notte dell’11 marzo, di una famiglia di coloni a Itamar. L’esercito israeliano e lo Shin Bet stanno conducendo arresti di massa nella zona per trovare i colpevoli.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – L’esercito israeliano sta praticando arresti di massa in Cisgiordania, in seguito al brutale assassinio, nel sonno, di una famiglia di coloni a Itamar. E, sempre sull’onda di sdegno creata dal fatto, il governo israeliano ha deciso di dare il via libera a centinaia di nuove unità abitative per insediamenti nei territori occupati.

Fonti israeliane e palestinesi riportano che i militari e lo Shin bet (i servizi segreti) hanno portato via tutti i maschi dal villaggio cisgiordano di Awarta per interrogarli. Nel frattempo gruppi di coloni hanno cercato di danneggiare parecchie case nel villaggio palestinese.

L’assassinio è stato condannato duramente dal presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas come “spregevole, immorale e inumano”. “Un essere umano non può essere capace di questo. L’assassinio di bambini, di infanti e di donne fanno sì che ogni persona umana soffra e pianga”. Il parlamentare arabo-israeliano Ahmad Tibi ha ditto che “la nazione palestinese si vergogna”, par tendono dall’idea che si tratti di un attacco terroristico. E parlando del suo autore, ha detto: “si sbaglia se pensa che sarà chiamato un eroe. E’ un codardo. I palestinesi si vergognano di gente come lui, che distorce l’immagine di un popolo che  lotta per i suoi diritti”.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato il 13 marzo che “i ministri hanno deciso di autorizzare la costruzione” di alcune centinaia di unità abitative negli insediamenti in Cisgiordania, e in particolare a Gush Etzion, Ma'aleh Adumim, Ariel e Kiryat Sefer. La decisione è stata presa poco più di un giorno dopo l’uccisione di cinque membri della famiglia Fogel, avvenuta in Cisgiordania. Il Dipartimento di Stato americano ha criticato la decisione, dicendosi “profondamente preoccupato” per la futura costruzione di altre unità abitative. Il portavoce del Dipartimento, Mark Toner, ha detto che gli Stati Uniti considerano gli insediamenti “illegittimi”, e che queste decisioni “vanno contro gli sforzi di riprendere negoziati diretti” fra Israele e i palestinesi.  

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