Gaza, una chiesa bizantina distrutta per un centro commerciale. Cristiani e musulmani in rivolta

Durante le opere di scavo sono emersi i resti di un antico luogo di culto dell'epoca bizantina. Le autorità della Striscia hanno ordinato di continuare i lavori e fatto sparire i reperti. Sdegno e proteste “interconfessionali” a Gerusalemme e Cisgiordania. Fonte di AsiaNews: "Contano più gli interessi economici della storia e della cultura della Striscia".

Gerusalemme (AsiaNews) - Da Gerusalemme e da molte aree della Cisgiordania monta la protesta contro la decisione delle autorità della Striscia di proseguire i lavori di costruzione di un centro commerciale, nonostante il ritrovamento nel sottosuolo dei reperti di un’antica chiesa bizantina. Fonti cristiane a AsiaNews a Gaza, dietro anonimato, confermano che “in tutta la West Bank cristiani e musulmani chiedono con forza l’interruzione degli scavi” e una ricerca approfondita nella zona “per valutare la presenza di altri reperti”. “In molti - aggiunge - hanno detto che è una scoperta importante, che va valorizzata; ma non si sa che fine hanno fatto i reperti”. 

La scorsa settimana, durante i lavori di scavo per la costruzione di un centro commerciale a Gaza, sono emersi alcuni reperti, appartenenti a una chiesa bizantina di almeno 1500 anni fa. Un ritrovamento importante non solo per i cristiani della Striscia, ma per la storia e la cultura degli abitanti di Gaza. 

A dispetto della scoperta, le autorità della Striscia (Hamas) e l’Autorità palestinese hanno deciso di proseguire l’opera e di continuare la realizzazione delle fondamenta, facendo scomparire i reperti sinora emersi. Il ritrovamento è avvento a Palestine Sqaure, nel centro di Gaza, dove secondo i progetti vedrà la luce uno dei più importanti centri commerciali della zona. 

Fra i motivi per i quali si è deciso di continuare i lavori, l’impossibilità - secondo le autorità della Striscia - di poter sostenere i costi di ricerca di altri reperti e la loro conservazione. “L’area è grande 2mila metri quadri e profonda 10 metri - spiega Abu Rida, del ministero palestinese delle Antichità - e richiederebbe centinaia di lavoratori e milioni di dollari per un’opera adeguata di scavo”. 

Da qui la decisione di coprire tutto e far sparire i reperti sinora rinvenuti, facendo infuriare la comunità cristiana. “Non sappiamo dove sono finiti la croce bizantina, la colonna e gli altri oggetti rinvenuti” racconta la fonte di AsiaNews. “Alcuni funzionari governativi li hanno presi - aggiunge - e fatti sparire”. 

Dietro la decisione, spiega la fonte, “non vi sono ragioni di natura confessionale, religiosa. È solo una questione economica, di affari. Il centro commerciale fa gola e per questo si vogliono proseguire i lavori a ogni costo”. Del resto “il governo non è interessato all’elemento storico, religioso, artistico… hanno recintato l’area e ordinato di continuare a scavare e mettere le fondamenta”. Questa scoperta “era una benedizione per la città di Gaza”, conclude la fonte, per cristiani e musulmani che “nella Striscia vivono assieme, si aiutano l’un l’altro e nutrono legami di amicizia. Per ora non vi sono tensioni di natura confessionale”. 

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