Gran muftì di Gerusalemme: aspre critiche all'accordo Israele-Emirati

Per Muhammad Hussein la firma di Abu Dhabi è una “pugnalata nella schiena dei palestinesi e dei musulmani” e un “tradimento per i luoghi santi musulmani e cristiani”. E impedisce ai musulmani degli Eau di pregare ad al-Aqsa. La scorsa settimana il Fppms aveva diffuso una nota, poi cancellata, di sostegno alla normalizzazione dei rapporti.

di Dario Salvi

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Il gran muftì di Gerusalemme ha rassegnato ieri le dimissioni dal Forum per la promozione della pace, con base negli Emirati Arabi Uniti, per protesta contro il pubblico sostegno dell’organizzazione alla normalizzazione dei rapporti fra Abu Dhabi e Israele. Per l’organismo con base nel Paese del Golfo teatro della firma del documento sulla fratellanza umana di papa Francesco e dell’imam di al-Azhar, si tratta del secondo abbandono in pochi giorni di una personalità di primo piano. 

Secondo quanto riferisce l’agenzia palestinese Wafa, Muhammad Hussein ha annunciato il proposito di abbandonare il Forum for Promoting Peace in Muslim Societies (Fppms) durante una conferenza stampa. In una nota, il leader musulmano ha sottolineato che “la normalizzazione è una pugnalata nella schiena dei palestinesi e dei musulmani, oltre che un tradimento per i luoghi santi musulmani e cristiani a Gerusalemme”. 

La scorsa settimana il Fppms ha diffuso una dichiarazione, poi cancellata, secondo cui la normalizzazione potrebbe “fermare Israele dall’estendere la propria sovranità sulle terre palestinesi” ed è inoltre un modo per “promuovere la pace e la stabilità nel mondo”. I vertici degli Emirati hanno definito il patto un “mezzo efficace” per arginare la politica espansionista di Israele, sebbene il premier Benjamin Netanyahu abbia confermato l’obiettivo di “annettere parte della Cisgiordania”. 

In precedenza Hussein aveva diffuso una dichiarazione in cui condannava l’accordo e proibiva ai musulmani degli Emirati Arabi Uniti di visitare e pregare all’interno della moschea di Al-Aqsa.

Il 23 agosto scorso l’attivista musulmana americana Aisha al-Adawiya aveva annullato la propria adesione al forum, sempre per lo stesso motivo. La questione della normalizzazione dei rapporti, ha sottolineato la leader religiosa, “non è mai stata sollevata nel recente incontro” della commissione e “non vi è stato alcun accordo in merito a un sostegno dell’accordo fra Eau e Israele”. Ecco perché, conclude, con questa “violazione” è venuta meno “la fiducia”.

Pur senza dimettersi, altre personalità di primo piano del forum hanno preso le distanze dalla dichiarazione di sostegno alla normalizzazione dei rapporti. Fra queste vi è Abdullah al-Matouq, consigliere della famiglia reale del Kuwait.

Il Fppms è nato nel 2014 ed è guidato dal leader religioso ed ex politico della Mauritania Abdullah bin Bayyah. 

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