Hanan Ashrawi: con Fatah e Hamas più vicino uno Stato palestinese

Restaurare il sistema politico e diventare una democrazia attiva e pluralistica: questa è la strada segnata dalla riconciliazione tra Fatah e Hamas. Per Netanyahu l’accordo “è una grande vittoria del terrorismo”; per la Ashwari quella dichiarazione è “ così ridicola da non meritare una risposta”.

Betlemme (AsiaNews) – “Il patto di riconciliazione tra Fatah e Hamas apre la strada a un lungo cammino, per il restauro di un sistema politico e per diventare una democrazia vibrante, attiva, pluralistica. Capace di porre le questioni al posto giusto e di valorizzare il popolo palestinese”. Hanan Ashrawi, cristiana e membro esecutivo dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), è chiara e diretta nel commentare ad AsiaNews lo storico accordo di riconciliazione tra Fatah e Hamas, concluso ieri al Cairo. Il patto prevede la formazione di un governo unico per preparare le elezioni presidenziali e legislative entro un anno. La Ashrawi, da sempre impegnata nel campo dei diritti umani, è una figura preminente della politica palestinese: ministro dell’Istruzione e della Ricerca nel 1996, oggi è a capo del dipartimento della Cultura e dell’Informazione,

La mediazione egiziana, conferma la dottoressa Ashrawi, è stata “decisiva”, perché ha posto sul tavolo delle trattative “criteri chiari”. Nel giungere all’accordo, la politica riconosce l’importanza della primavera araba: “I movimenti cui abbiamo assistito e assistiamo ancora nel mondo arabo hanno dato una spinta ai giovani e all’opinione pubblica, generato pressioni all’interno di Fatah, Hamas e altre fazioni”.

“Rispondere ai bisogni e alle domande dei palestinesi – continua – è un passo necessario in vista di settembre, per il riconoscimento dello Stato indipendente di Palestina”. Il riferimento della dottoressa, attivista per i diritti umani, è alla dichiarazione dell’autorità palestinese di rivolgersi all’Onu per chiedere alla comunità internazionale il riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente da Israele, entro i confini prima del 1967: la Cisgiordania – inclusa Gerusalemme est – e la striscia di Gaza.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu – in visita a Londra – ha definito l’accordo “un terribile colpo per la pace e una grande vittoria per il terrorismo”. Il commento della Ashrawi è secco: “A volte le dichiarazioni di Netanyahu sono così ridicole, che non meritano neppure una risposta”. E sottolinea: “Il popolo palestinese vive sotto la brutale occupazione militare delle forze israeliane. Il terrorismo di cui parla è quello d’Israele, la nostra gente è stata fin troppo paziente”.

Tra i detrattori, c’è chi ipotizza problemi per i cristiani, con la presenza di Hamas e dei fondamentalisti islamici. Ma la Ashrawi spiega: “La legge palestinese è molto chiara sulla tolleranza. I cristiani non sono una minoranza, ma una componente essenziale per l’identità palestinese”. E conclude: “Qualunque tentativo di rendere la Palestina un sistema politico islamico, non avrà successo”. (GM)

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