Israele - Vaticano: papa "ansioso" di vedere applicato l'Accordo Fondamentale

Nel suo incontro con i Rabbini Capi, Benedetto XVI ha fatto esplicito riferimento alla necessità che Israele "adempia" agli impegni con la Chiesa. Giovedì 22 settembre riprendono i dialoghi tra le due delegazioni.

di Arieh Cohen

Tel Aviv (AsiaNews) – Nella Chiesa cattolica in Israele vi è molta soddisfazione per l'esplicito riferimento di papa Benedetto XVI ai trattati e ai negoziati tra Santa Sede e Stato d'Israele, fatto durante il suo incontro con i Rabbini Capi di Israele lo scorso 15 settembre a Castel Gandolfo. Secondo il testo del breve discorso del Santo Padre - pubblicato dalla Sala stampa vaticana il giorno successivo - il pontefice ha detto di essere decisamente "ansioso" di vedere l' "adempimento" dell'Accordo fondamentale del 1993 tra la Santa Sede e lo Stato di Israele.

Secondo fonti di AsiaNews in Israele, vicine ai negoziati tra le due parti, il riferimento esplicito del papa all'Accordo Fondamentale e agli ulteriori negoziati in corso è sicuramente molto significativo; la sua importanza assume maggiore rilievo se si tiene conto del contesto e del momento in cui è stato fatto.

Il contesto: l'incontro con i Rabbini Capi di Israele era volto a celebrare i 40 anni della Dichiarazione conciliare Nostra Aetate, ma anche l'amicizia e il dialogo tra cattolici ed ebrei. Il riferimento del papa all'Accordo Fondamentale e alla necessità di vederlo "applicato" - in questo preciso contesto – dice con chiarezza che l'Accordo e il suo fedele "adempimento" sono davvero essenziali alle relazioni tra Chiesa e popolo ebraico. Ciò significa tra l'altro che è indispensabile che Israele mantenga i suoi impegni pattizi con la Santa Sede e la Chiesa cattolica, compreso quello di negoziare in buona fede per raggiungere l'accordo più dibattuto sullo status fiscale della Chiesa e sulle sue proprietà.

Il momento: il papa ha pronunciato il suo discorso appena una settimana prima del nuovo incontro tra le delegazioni di Santa Sede e Israele, previsto per giovedì prossimo 22 settembre. Esperti contattati da AsiaNews, con un certo ottimismo, sperano in una rapida ripresa di risoluti, seri e concreti dialoghi, che possano lasciare alle spalle le recenti polemiche e raggiungere, in tempi brevi, l'accordo necessario. Lo scopo di questi negoziati - spiegano gli esperti– è:

(I)                 enumerare e garantire i diritti fiscali e le esenzioni acquisite alla Chiesa già al tempo della fondazione dello Stato israeliano;

(II)              garantire che la Chiesa possa avere accesso ai tribunali di Israele per difendere le sue proprietà;

(III)            ottenere la restituzione di alcune proprietà ecclesiastiche perse durante gli anni come, ad esempio, la chiesa di Cesarea, confiscata negli anni '50 e successivamente distrutta.

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