La Suprema Corte israeliana ordina lo spostamento di un tratto del muro

Il massimo organo giudicante riconosce che il tracciato attuale è stato deciso non per motivi di sicurezza, ma per comprendere la futura zona industriale di una colonia.

Gerusalemme (AsiaNews) – Dovranno essere abbattuti e spostati cinque chilometri del "muro di separazione" che gli israeliani stanno costruendo, perché nel suo attuale tracciato rende difficile la vita di due villaggi palestinesi, Azun e Nebi Elias, e appare costruito più pensando alla espansione di una vicina colonia israeliana che a motivi di sicurezza. Lo ha deciso la Suprema Corte israeliana che è così tornata a bocciare un tratto del "muro".

Il tratto di muro, che dovrà essere abbattuto entro sei mesi, circonda la colonia di Zufin, situata due chilometri all'interno del confine con la Cisgiordania, vicino alla città di Qalqiliya.

I giudici hanno accolto la protesta contro il tracciato del muro presentata dai villaggi palestinesi dell'area e dal Centro per la difesa dell'individuo.

Nella sentenza, i giudici Aharon Barak, Dorit Beinisch e Ayala Procaccia rivolgono anche delle critiche nei confronti dello Stato. La sentenza ricorda infatti che un primo reclamo, presentato nel 2002 era stato respinto in quanto le autorità avevano sostenuto che il tracciato era stato determinato da motivi di sicurezza. Una nuova petizione è stata presentata nel 2005, dopo che i reclamanti hanno avuto le prove che il tracciato era stato scelto in modo da comprendere la futura zona industriale dell'insediamento, la costruzione della quale non è ancora stata approvata.

La Corte ha anche condannato il governo a pagare 50mila shekel (quasi 9mila euro) di spese processuali dei querelanti.

La sentenza, secondo B'Tselem, gruppo israeliano per i diritti umani, "dimostra che lo Stato mente quando afferma che il percorso del muro è basato solo su considerazioni di sicurezza". La decisione della Suprema Corte, inoltre, "rende necessaria la riapertura di tutti i casi respinti in base a quel tipo di considerazioni". B'Tselem e Bimkom, un altro gruppo, "hanno scoperto altri 11 casi nei quali il percorso del muro è stato deciso per permettere l'espansione dell'insediamento".

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