Le relazioni fra Israele e il Vaticano hanno bisogno di un nuovo slancio

Si attende una svolta dalla visita del presidente Katzav in Vaticano a metà novembre.

di Arieh Cohen

Tel Aviv (AsiaNews) - Le Delegazioni della Santa Sede e dello Stato di Israele hanno tenuto lunedì 7 novembre una sessione di negoziato durata circa 4 ore. La riunione è durata meno del previsto, e si è conclusa senza alcun comunicato stampa. Lo stesso incontro era stato tenuto all'oscuro dalla stampa, rivelato però ad AsiaNews da attendibili fonti israeliane. 

I negoziati di cui le Delegazioni si sono occupate, hanno avuto inizio nel lontano 1999 e avrebbero per fine il riconoscimento definitivo da parte di Israele dei diritti in campo fiscale e di proprietà, acquisiti dalla Chiesa Cattolica nei secoli precedenti la creazione dello Stato di Israele (1948).

L'Accordo fondamentale tra la S. Sede e lo Stato di Israele (1993) prevedeva un accordo in questo senso già entro il 1996. Il notevole ritardo sembra pesare sempre più sui reciproci rapporti.

La necessità e l'urgenza di raggiungere questo accordo potrebbe essere al centro dell'annunciata visita in Vaticano di Moshe Katzav, Presidente dello Stato di Israele, atteso per la metà di questo mese a Roma. Nel mondo ecclesiale e in quello israeliano non manca chi spera che in tale occasione vi sia l'annuncio di una svolta nella politica di Israele che permetta in tempi brevi la conclusione del sospirato accordo.

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