Legge Stato-Nazione, migliaia di ebrei e arabi fianco a fianco per chiedere un’Israele democratica

La manifestazione si è tenuta a Tel Aviv, la sera dell’11 agosto. Sventolavano bandiere palestinesi e israeliane. Fra i presenti, si respirava “speranza”. Direttore di Physicians for Human Rights – Israel: “Israeliani, arabi, ebrei, palestinesi: con tutte le differenze fra le nostre identità possiamo appellarci per lo stesso scopo, essere vicini”. Bernard Sabella: “Ebrei e arabi che hanno partecipato hanno la visione di uno Stato che la manifestazione rifletteva: uno Stato che sia inclusivo per tutti i suoi cittadini”.

di Maddalena Tomassini

Gerusalemme (AsiaNews) – Ebrei e arabi, fianco a fianco per chiedere a gran voce uno Stato equo e democratico. È la manifestazione che ha avuto luogo la sera dell’11 agosto, coinvolgendo decine di migliaia di persone in protesta contro la legge dello Stato-Nazione.

La controversa legge fondamentale (semi-costituzionale) è stata approvata lo scorso 19 luglio. La sera dell’11 agosto, decine di migliaia di manifestanti ebrei e arabi hanno marciato per le strade di Tel Aviv per chiedere la cancellazione della norma. Organizzata dai cittadini arabi di Israele, la marcia è partita alle 8 di sera da Rabin Square, per arrivare fino alla piazza del Museo delle arti di Tel Aviv. Fra la folla, sventolavano bandiere palestinesi e israeliane, nonostante gli organizzatori avessero chiesto di non portarne.

Diversi membri della società civile e Ong israeliane hanno preso parte alla manifestazione. Ran Goldstein, direttore di Physicians for Human Rigths – Israel, era fra questi. “Il grande scopo, la ‘grande dichiarazione’ di questa legge è: se non sei ebreo, non avrai eguali diritti in Israele. Ciò va contro tutti i valori in cui credono le organizzazioni per i diritti umani. Il significato di questa legge è pericoloso. Nel futuro questo potrebbe significare un disastro per tutti i palestinesi, perché non si possono prevedere i prossimi passi”. “Per noi – continua Goldstein – è molto importante mostrare che ci sono modi alternativi di vivere in Israele, con equi diritti, parlando in ebraico e arabo, con la stessa voce per sostenere gli stessi valori. Uno dei grandi successi della protesta, è che ebrei e arabi hanno manifestato insieme, vicini, combattendo per lo stesso scopo di una società equa e democratica”. “È una mia sensazione personale, ma io l’ho percepita come una dimostrazione di speranza. È stato eccezionale che si tenesse a Tel Aviv, perché è stata organizzata dalla leadership araba. Hanno deciso di manifestare a Tel Aviv, e molti ebrei israeliani sono intervenuti. Israeliani, arabi, ebrei, palestinesi: con tutte le differenze fra le nostre identità – perché la mia identità, il mio percorso non è lo stesso di un arabo che ha partecipato – possiamo appellarci per lo stesso scopo, essere vicini. Ha dato molta speranza ed energia e spero che poterà a cooperazione. Un giorno, quelli che sostengono la visione ‘ristretta’ della separazione perderanno. La vera soluzione per le persone che vivono in Israele è vivere assieme con gli stessi diritti. Noi lottiamo per i valori. Il governo israeliano mette molta pressione sulla società civile israeliana. Per questo noi continueremo a mostrare nelle manifestazioni – sia quando riguardano i diritti dei richiedenti asili, dei gay e delle minoranze – che la soluzione è dare speranza alle persone”.

Per Bernard Sabella, rappresentante cristiano di Fatah, ebrei e arabi presenti alla manifestazione rispondevano a una domanda che coinvolge tutta la regione: “Che tipo di Stato vogliamo? Può, uno Stato israeliano, che è strettamente per ebrei, assicurare la democrazia e equità? Può rispondere a tutti i suoi cittadini come dovrebbe uno Stato? Credo che il problema di tutto il Medio oriente – non solo israeliano – sia sempre stato ‘che tipo di Stato vogliamo?’ Così Israele segna un esempio che va contro una nozione di cittadinanza che coinvolga tutte le persone che vivono nel Paese.”

“Ebrei e arabi che hanno partecipato hanno la visione di uno Stato che la manifestazione rifletteva: uno Stato che sia inclusivo per tutti i suoi cittadini. Questo non nega necessariamente i valori democratici ed ebraici del Paese. Se vuole essere ebraico e democratico può farlo trattando tutti i suoi cittadini allo stesso modo, ma rimanendo comunque ebraico, poche la maggioranza è ebrea. Ma dire che il solo gruppo che ha diritto alla autodeterminazione in termini politici sia quello ebraico, è dire che gli altri non hanno questo diritto. Perciò, questo è un momento molto triste”.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000