Mille parlamentari Ue contro i piani di annessione di Israele in Cisgiordania

Una lettera è stata sottoscritta da 1080 deputati in rappresentanza di 25 nazioni. Nel testo si sottolineano le “gravi preoccupazioni” in merito al progetto. Esso rischia di avere conseguenze “fatali per le prospettive di pace”. Critiche anche dal segretario generale Onu, che parla di effetti “devastanti” per la regione.

di Dario Salvi

Bruxelles (AsiaNews/Agenzie) - Oltre 1000 parlamentari dell’Unione europea (Ue) hanno sottoscritto una lettera aperta in cui manifestano la loro opposizione ai piani di Israele, per l’annessione di parte dei territori occupati in Cisgiordania e nella valle del Giordano. Il testo, pubblicato ieri, solleva “gravi preoccupazioni” in merito al progetto e ipotizza “conseguenze commisurate” nel caso in cui venga portato a termine dai suoi sostenitori. 

Il piano di annessione dovrebbe cominciare la prossima settimana, a partire dal primo luglio, su direttiva dell’attuale Primo Ministro Benjamin Netanyahu fra i suoi principali sostenitori. Il capo del governo vuole estendere la sovranità di Israele su quella parte della Cisgiordania in cui sorgono gli insediamenti ebraici. 

In caso di attuazione - col benestare degli Usa nel contesto del controverso “Accordo del secolo” - il governo di Israele finirebbe per incorporare fino al 30% dei territori rivendicati dai palestinesi come parte del loro futuro Stato. 

La lettera, inviata tramite i ministri degli Esteri della Ue, sottolinea che annessioni unilaterali dei territori potrebbero risultare “fatali per le prospettive di pace israelo-palestinesi e metteranno a rischio le norme di base che regolano le relazioni internazionali”. Sottoscritta da 1080 parlamentari di 25 nazioni, essa si inserisce nel contesto delle crescenti pressioni internazionali in merito al piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la regione mediorientale. 

A promuovere l’iniziativa, rilanciata dai deputati europei, è stato l’ex presidente del Parlamento israeliano (Knesset) Avraham Burg, assieme ad altre tre personalità politiche del Paese da sempre fautrici della soluzione dei due Stati. 

Sempre ieri si registra anche l’intervento del segretario generale Onu Antonio Guterres, secondo cui l’attuazione del piano israelo-statunitense - che egli definisce una “calamità” - avrebbe effetti “devastanti” sui colloqui e le future speranze di pace. Il leader delle Nazioni Unite lancia inoltre un appello perché sia archiviato il progetto di annessione, che egli definisce “la più grave violazione del diritto internazionale”. 

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