Mons. Marcuzzo: Per aiutare i cristiani, venite in pellegrinaggio in Terra Santa

Il 30% dei cristiani vive sul turismo religioso. Le visite aiutano i cristiani a non sentirsi soli e ad emigrare. Paura – irrazionale – perché ‘da Dan fino a Bersabea’, da nord a sud c’è sicurezza. Non confondere il resto del Medio oriente (Iraq, Siria, Libia, Tunisia,…) con la Terra Santa. Il pellegrinaggio proposto da AsiaNews.

Nazareth (AsiaNews) – Per non “abbandonare la Terra Santa al suo destino”, “pellegrini, continuate a venire in Terra Santa! Qui è più sicuro che in Italia e in Europa”: è l’appello che mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, vicario patriarcale di Gerusalemme, ha lanciato in questi giorni dalle pagine di Terrasanta.net. AsiaNews lo riprende e rilancia anche per aiutare a comprendere l’importanza del pellegrinaggio proposto per il 29 ottobre-5 novembre 2015.

Per mons. Marcuzzo, che vive a Nazareth, quello che frena i pellegrini dall’andare a visitare i Luoghi santi è la “paura-prigione”.  Questa paura “è assolutamente infondata”. Il vescovo fa notare che la gente confonde “massacri e rapimenti che succedono… in Siria, Iraq, Libia e persino adesso in Tunisia”, con la situazione della Terra Santa, dove invece, “‘da Dan a Bersabea’ c’è una totale sicurezza e una generale tranquillità”.

Oltre a procurare “un’acqua sorgiva e rigenerante” per la fede, i pellegrinaggi sono uno strumento per sostenere la vita dei cristiani nella terra di Gesù. Almeno il 30% dei cristiani a Gerusalemme e Betlemme vivono dell’industria del turismo religioso. “Questo – spiega mons. Marcuzzo - vuol dire nel concreto, che quando ci sono pellegrinaggi almeno quel 30% lavora normalmente, mentre quando c’è crisi di pellegrinaggi quel 30% è esposto alla disoccupazione e dunque, direttamente o indirettamente, all’emigrazione”.

La visita ai Luoghi santi conforta anche le comunità cristiane, che vedendo  “un pullman di pellegrini arrivare, dicono o pensano più o meno così: ‘Ah, sono qui! Non ci hanno dimenticato, amano ancora la nostra terra, condividono almeno per alcuni giorni la nostra vita’…. Forti della loro presenza e del loro amore per noi, anche noi restiamo e andiamo avanti’”.

Spesso – continua il vescovo – la gente si domanda “cosa possiamo fare per aiutare i cristiani di Terra Santa?”. La nostra esperienza in Terra Santa ci suggerisce la seguente risposta: ci sono infatti diversi modi, ma il mezzo più ‘facile’ e più efficace per aiutare la terra Santa è il pellegrinaggio stesso. Un pellegrinaggio fa bene sia al pellegrino come al cristiano locale, e non comporta aggravi supplementari per nessuno”.

 

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