Nablus, morto anche il padre del bimbo di 18 mesi bruciato vivo dai coloni

L’uomo, 32 anni, è deceduto per le ustioni di secondo grado riportate durante l'attentato. Restano gravi la moglie e il primogenito di 4 anni.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – È morto questa mattina il padre del bambino palestinese di un anno e mezzo che era stato bruciato vivo il 31 luglio scorso, nell’incendio appiccato alla loro casa a Duma, vicino Nablus, da coloni israeliani. Saad Dawabsha, 32 anni, è deceduto in un ospedale israeliano, dove era in cura per le ustioni di secondo grado riportate su tutto il corpo. La moglie e l’altro figlio di 4 anni restano in condizioni critiche. Il funerale dovrebbe tenersi oggi.

Come raccontato da alcuni testimoni oculari, coloni israeliani hanno lanciato bombe incendiarie nella casa e, prima di fuggire, hanno scritto sulle mura “vendetta” e “viva il messia”. Saad e sua moglie Riham sono riusciti a portare in salvo il figlio maggiore, Ahmad, ma non il piccolo Ali, morto quasi subito.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha bollato l’attacco come “terrorista”.

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