Netanyahu: Israele è disponibile a una tregua con Hamas

Ad affermarlo è Mark Regev portavoce del Premier israeliano in queste ore impegnato in un incontro con il gabinetto di governo. In attesa di ordini, l'esercito schiera blindati e carri armati lungo il confine con la Striscia di Gaza. Gli estremisti fermano il lancio di razzi contro Israele. Dal Cairo Ban Ki-Moon esorta entrambe le parti a sottoscrivere un cessate il fuoco. Il bilancio dell'operazione "Pilastro di difesa" sale a 110 morti fra i palestinesi e tre fra gli israeliani.

Gaza (AsiaNews/ Agenzie) - Israele valuta la possibilità di una tregua a Gaza, dopo otto giorni di bombardamenti. Secondo i media israeliani la decisione verrà comunicata nelle prossime 24 ore. In attesa di nuovi ordini, l'esercito ha schierato carri armati e mezzi blindati sul confine con i territori palestinesi. I militari sarebbero pronti a un'eventuale invasione di terra. "Israele è disponibile al dialogo con Hamas - ha affermato  Mark Regev, portavoce del Premier Benjamin Netanyahu - ma siamo anche preparati a lanciare un'incursione nella Striscia".

Questa mattina l'intero, gabinetto si è riunito a Gerusalemme per discutere il cessate il fuoco proposto dal primo Ministro egiziano  Hisham Qandil nella sua visita a Gaza lo scorso 18 novembre. Fonti interne al governo di Tel Aviv, confermano la volontà dei palestinesi di accettare una tregua e fanno notare che in queste ore gli estremisti islamici hanno interrotto il lancio di razzi contro Israele.

Dal Cairo, Ban Ki-moon, segretario generale dell'Onu, ha esortato entrambe le parti a cessare immediatamente le ostilità. In un incontro con il presidente egiziano Mohamed Morsi, i leader della Lega Araba e i delegati di Hamas, Ban ha avvertito che un'escalation di violenza metterebbe a rischio l'intera regione. L'ipotesi di una fine "temporanea" delle ostilità è confermata anche da Khaled Meshaal, leader di Hamas in esilio. "Non siamo contro il negoziato - ha affermato - ma vogliamo che Israele ponga fine alle brutalità commesse contro il popolo palestinese, all'aggressione armata e cancelli l'embargo che dal 2006 affligge la Striscia di Gaza".  

A tutt'oggi il bilancio dell'operazione "Pilastro di difesa"  è di 110 morti fra i palestinesi. Tre israeliani sono invece rimasti uccisi dai razzi lanciati dagli estremisti islamici. Nei giorni scorsi, i nuovi missili Fajir-5 - di fabbricazione iraniana - hanno minacciato più di una volta le città di Tel Aviv e Gerusalemme, costringendo la popolazione a fuggire nei rifugi anti-bomba. Dal 17 novembre, data di inizio dell'operazione, l'aviazione israeliana ha compiuto centinaia di raid aerei, colpendo più di 1350 obiettivi; 640 sono i razzi lanciati da Gaza contro gli abitati situati nella parte meridionale di Israele.  

 

 

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